L’Archivio del fotografo forlivese Edgardo Zoli acquisito dal Comune

Il Comune di Forlì è infatti diventato proprietario del più importante archivio storico fotografico cittadino.

L’ARCHIVIO DEL FOTOGRAFO FORLIVESE EDGARDO ZOLI ACQUISITO DAL COMUNE

L’Amministrazione comunale di Forlì ha concluso nei giorni scorsi un’importante operazione culturale a favore della città. Con le firme del dott. Stefano Benetti, dirigente del Servizio Cultura e Turismo e di Giancarlo Zoli, erede del fotografo, il Comune di Forlì è infatti diventato proprietario del più importante archivio storico fotografico cittadino. Il colossale fondo, al quale appartengono immagini collocabili tra gli anni Venti e i primi anni Sessanta, è composto da circa ottantamila pezzi, tra lastre negative in vetro, pellicole piane, stampe fotografiche, album, pellicole in rullo e filmati per un totale di centinaia di migliaia di scatti.

“L’acquisizione di questo prestigioso ed esclusivo archivio fotografico – dichiarano il Sindaco di Forlì Davide Drei e l’Assessora Elisa Giovannetti – rappresenta  un arricchimento di grande valore per il patrimonio fotografico, culturale e anche sociale della nostra città, dei territori romagnoli e, più in generale, consegna uno “spaccato” iconografico dell’Italia dell’epoca. Attraverso le immagini che hanno caratterizzato alcuni decenni del XX secolo, lo sguardo e la maestria professionale di Edgardo Zoli, aiutano a conoscere, comprendere e scoprire vicende e persone”.

L’archivio si compone prevalentemente di lastre negative in vetro che raccontano la vita politica, l’edilizia, le chiese, le manifestazioni pubbliche del regime e le fabbriche della prima metà del Novecento, ma ad occupare un posto rilevante sono anche i ritratti che i forlivesi e le forlivesi amavano farsi di fronte ad una moderna macchina fotografica secondo la moda del momento. Ed Edgardo Zoli era un vero maestro del ritratto. La sua tecnica di ripresa era molto personale e il suo modo di riprodurre il soggetto vantava un uso innovativo dell’effetto flow e della ricerca ante litteram della terza dimensione.

La qualità dell’archivio si legge anche nella documentazione dei “piccoli” eventi cittadini: demolizioni, costruzioni, incidenti, antiquariato, matrimoni, funerali, mostre. Insomma un vero spaccato di vita forlivese, unico ed irripetibile. Molti sono anche gli scatti dedicati alle città vicine: Castrocaro, Dovadola, Meldola, Bertinoro, Coccolia, Santarcangelo, Predappio… Insomma, la Romagna.

Edgardo Zoli era destinato a raccontare il XX secolo. Era infatti nato a Forlì il primo gennaio del 1900. Allievo del decano Canè aprì ufficialmente l’attività in viale Bovio, l’attuale viale Vittorio Veneto, nel 1921. Il suo successo lo portò ad aprire, nel 1938, un nuovo studio in largo De Calboli. Con un’elegantissima sala di posa e una raffinata tecnica di ritocco, seppe imporsi definitivamente sulla piazza locale come fotografo “del momento”. Alla sua morte l’attività in centro storico sarà intrapresa dal nipote Giancarlo Zoli che ne ereditò l’intero archivio storico. Proprio quell’archivio è oggi diventato una nuova importante risorsa della Biblioteca Saffi e dei forlivesi.

Dopo la campagna di studio e ricerca sul Fondo, il Servizio Cultura e Turismo provvederà ad una sistematica attività di valorizzazione del patrimonio acquisito.

Per ulteriori informazioni: Servizio Cultura e Turismo, Unità Biblioteche, tel 0543 712613
marino.mambelli@comune.forli.fc.it

Foglio Notizie 079
20 marzo 2019

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