Lagilè: Gioiosa invasione di bambini al San Domenico

Si è chiuso domenica 5 gennaio un fine settimana di laboratori, incontri, letture che i piccoli di Forlì e dintorni hanno molto apprezzato.

LAGILE’: Gioiosa invasione di bambini al San Domenico

Si è chiuso domenica 5 gennaio un fine settimana di laboratori, incontri, letture che i piccoli di Forlì e dintorni hanno molto apprezzato. Tutto esaurito, già dalla settimana precedente, al Festival Lagilé (LAboratori-GIochi-LEtture), organizzato da Comune di Forlì – Musei San Domenico e Associazione Artincanti e svoltosi con successo al S. Domenico sabato 4 e domenica 5 gennaio. Un mix virtuoso di attività, collegate alla mostra archeologica chiusasi proprio il giorno dell’Epifania negli splendidi spazi museali, hanno visto protagonisti i bambini che, guidati nei corridoi dai magici uccelli in cartapesta realizzati appositamente dalla Scuola Diego Fabbri di Forlì (laboratorio a cura di Sabrina Casadei) hanno scorrazzato fra un laboratorio e l’altro, trasformandosi ora in archeologi del futuro (laboratorio di calchi in gesso ispirato al tema dei reperti archeologici, a cura di Luca Freschi), ora in “street artists” (laboratorio di pittura di Amanda Chiarucci, che collegava il tema dei graffiti preistorici all’arte di strada delle grandi realtà metropolitane). Alcuni hanno avuto l’opportunità di ascoltare, rapiti, le narrazioni al kamishibai di Silvio Castiglioni, noto attore di teatro che ha riproposto un racconto del mistero di Jules Verne, altri si sono dedicati alla pittura, dopo essersi concentrati sui particolari di un quadro custodito nel museo (“La fiasca fiorita”, laboratorio di Georgia Galanti), oppure dopo aver compiuto un’escursione museale, scandagliando i quadri alla ricerca di “facce particolari” (“a caccia di facce”, laboratorio di Tania Flamigni).

Altri ancora hanno esplorato il mondo mitologico, producendo fantasiosi bestiari di cartone (laboratorio di Vanessa Sorrentino) o “mostruose silhouettes” da proiettare in un magico gioco di luci e ombre (laboratorio di Agnese Baruzzi), sempre attingendo dagli spunti offerti dai dipinti della pinacoteca. Luci ed ombre si alternavano anche nel laboratorio “Fantasmagorico” (di Manuela Mapelli), dedicato alla conoscenza di un marchingegno, il fantascopio, utilizzato nel teatro del ’700 per “creare fantasmi”.
Uno spazio particolare è stato dedicato poi al mondo dei giocattoli, ora artigianali costruiti con materiali poveri, con un “focus” sulle trottole (Laboratorio di Roberto Papetti), ora portati dagli stessi bambini e trasformati in protagonisti di set fotografici (laboratorio di Stefano Tedioli).

Momenti di apprendimento, con le conversazioni condotte da Papetti e Tedioli sul ruolo del gioco e del giocattolo dall’antichità ad oggi e di Monica Piancastelli, sui simboli e sulle divinità racchiuse dalla figura della Dea Madre.

La serata del sabato è stata poi caratterizzata da un abbinamento di spettacolo e suspence, con l’esibizione nel refettorio dell’estroso “sand artist” Massimo Ottoni (spettacolo realizzato con disegni dal vivo e ispirato ai racconti di pirati di Emilio Salgari) e la successiva visita notturna, condotta dai due “ciceroni fantasmi” (Serena Togni e Norma Amitrano) nei recessi più bui del museo, per cercare un contatto con i misteri del passato della nostra città.

Conclusione, nel pomeriggio di domenica, con una “full immersion” nei cortometraggi di animazione, appositamente selezionati per l’occasione da Sedicicorto.

L’organizzazione ringrazia gli sponsor (Coop Adriatica e INA Assitalia Forlì) e gli sponsor tecnici del territorio (tipografia il Passatore, Mega Forlì, Casa Walden, Paper Outlet, Mesticheria Casadei, il Temperino, Carta Carbone), il cui contributo è stato fondamentale per la piena riuscita dell’iniziativa.

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