Sostenibilità e futuro del territorio

Dichiarazione dell’Assessore Alberto Bellini

SOSTENIBILITA’ E FUTURO DEL TERRITORIO

Dichiarazione dell’Assessore Alberto Bellini

Diversi messaggi dall’incontro a Forlì con Ministro Orlando. Una giornata di discussione e analisi politica, dove si sono approfonditi alcuni temi complessi, e purtroppo lontani dall’agenda della discussione pubblica.
Le risorse naturali sono limitate. Accettare questo significa porre al centro la programmazione industriale, all’interno della quale la tutela dell’ambiente non deve essere vista come un ostacolo allo sviluppo economico. Al contrario, è necessario porre l’industria al servizio dell’ambiente, sia dal punto di vista del recupero, sia dal punto di vista della prevenzione. Non è sufficiente l’analisi delle colpe, perché tanti errori sono stati commessi, ma è necessario prendere atto dello stato del territorio e accettare di apprendere dagli errori commessi per sviluppare soluzioni in tempi brevi.
Oggi le buone pratiche sono lasciate alla buona volontà di singoli cittadini o amministratori. E anzi, la loro realizzazione porta alla riduzione delle risorse economiche a beneficio degli enti e dei loro cittadini: oggi le entrate sono proporzionali alla quantità e non alla qualità; le entrate sono proporzionali al consumo e non al risparmio (ad esempio nel caso dei rifiuti o del trasporto). Un tema complesso che segna tuttavia la necessaria discontinuità rispetto alle politiche ambientali degli ultimi quaranta anni. Già negli anni ’90 ci si interrogava sui motivi per i quali ingenti risorse investite sulle politiche ambientali non avessero portato ai risultati attesi. Anche oggi, ci si accorge (Copenhagen consensus), che senza le azioni previste dal protocollo di Kyoto le emissioni sarebbero aumentate del 45.9% rispetto al 1990, invece sono aumentate del 45.4%. Un grande sforzo per un piccolo risultato.

La nostra proposta per costruire in Emilia-Romagna un distretto delle risorse, riorganizzando il ciclo integrato di gestione rifiuti, è un esempio. Una proposta che trova contrari quelli che ritengono che il mercato e le gare siano la soluzione a tutti i problemi. Ecco, come ha ricordato il Ministro, anche io ritengo che per riformare le politiche industriali a tutela del territorio non sia sufficiente rivolgersi al mercato. E’ necessario regolarlo e programmare obiettivi di medio-lungo termine. A mio parere, serve quindi una nuova politica fiscale, in cui il meccanismo di incentivi e disincentivi sia strutturalmente legato agli impatti ambientali. Uno strumento trasversale a tutte le attività e non dedicato solo ai rifiuti, o ad altri settori, pure molto rilevanti. Serve una cultura condivisa per progettare la transizione verso un sistema economico in armonia con il territorio. Il Ministro ha mostrato determinazione e consapevolezza delle difficoltà politiche ed economiche. Il viaggio è molto lungo, ma inizia con il primo passo.

FN481
17 settembre 2013

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