“Investiamo nei primi mille giorni di vita”

Sabato 28 settembre, a Forlì.

“INVESTIAMO NEI PRIMI MILLE GIORNI DI VITA” PER MIGLIORARE IL BENESSERE PSICO-FISICO E LO STATO DI SALUTE DEL BAMBINO

Sabato 28 settembre, a Forlì, all’Auditorium Cariromagna, a partire dalle 9.00, convegno nazionale rivolto ad amministratori locali, politici, operatori del mondo dell’educazione, della salute e della comunicazione con l’obiettivo di presentare le iniziative più avanzate in Italia a favore della prima infanzia.

La prevenzione puramente sanitaria è solo una, e forse nemmeno la principale, delle leve su cui agire per migliorare e tutelare la salute e la crescita dei bambini. Altrettanto, e ancor più importanti, sono la disponibilità di servizi, come i Nidi, e gli interventi di tipo culturale e sociale; pertanto, pur nell’attuale momento di crisi economica, bisogna investire sempre di più nella prima infanzia. D’altronde, è ormai assodato che maggiori risorse destinate a salute ed educazione nei primi anni di vita, determinano un importante ritorno in termini di sviluppo del capitale umano, produttività e coesione sociale, assai superiore rispetto ad età successive. E’ questo il messaggio sotteso al convegno Investiamo nei primi mille giorni di vita, organizzato dal Centro per la Salute del Bambino di Trieste, in collaborazione col Centro Studi per il Benessere e la Salute Mentale del Bambino e dell’Adolescente, nato a Forlì nel 2002 con la compartecipazione del Comune di Forlì, dell’Ausl di Forlì, dell’Università di Bologna, sede di Forlì-Cesena, dell’Associazione Pareimi, e di Serinar. L’iniziativa, in programma sabato 28 settembre, a Forlì, all’Auditorium Cariromagna di via Flavio Biondo 16, a partire dalle 9.00, si rivolge, dunque, alla società civile, in particolare agli amministratori locali, cui spetta stabilire le linee della programmazione territoriale, ai politici, che hanno il potere di decidere come gestire le risorse economiche, ma anche a quanti operano nel mondo dell’educazione, del benessere sociale e sanitario, della scuola e della comunicazione.

Al centro dei lavori, le strategie per migliorare lo stato di salute e il benessere psico-fisico del bambino, con l’obiettivo – attraverso il contributo di esperti, da tutta Italia, in ambito sanitario, economico, delle politiche sociali ed educative – di rimarcare a chi ha compiti di governo, a livello sia locale sia nazionale, che investire nella prima infanzia conviene, perchè, come indicato da un recente studio, ogni dollaro speso a favore dei primi mesi di vita rende molto di più di uno versato in azioni a favore di chi ha già 10-15 anni. «Quello del bimbo è un organismo in sviluppo, pertanto, i maggiori risultati si ottengono nei primi mesi di vita, ovvero nel momento di massima plasticità, quando si riesce ad assorbire qualsiasi nozione e recepire ogni stimolo, con effetti che resteranno per sempre – illustra il dott. Enrico Valletta, direttore dell’U.O. di Pediatria dell’Ausl di Forlì e componente della segreteria scientifica del congresso – col passare del tempo, tale capacità diminuisce, per questo è bene intervenire subito; tuttavia, non si tratta solo d’investire nella salute fisica ma anche, e soprattutto, in quella psichica e culturale, aumentando l’offerta di servizi per l’infanzia e promuovendo iniziative di natura educativa come i progetti Nati per leggere e Nati per la musica, avviati pure nel nostro ospedale: a Forlì sono oltre 60 i lettori volontari di Nati per leggere, formati grazie a un’azione sinergica voluta da Biblioteche, Pediatria ospedaliera e di Comunità, e Centro Famiglie, inoltre si sono realizzati diversi laboratori di educazione alla sonorità; entrambe le esperienze verranno riproposte e ampliate nel 2014». A conferma di quanto i servizi per l’infanzia abbiano effetti benefici su più fronti, il dott. Giorgio Tamburlini, presidente del Centro per la Salute del Bambino di Trieste, riporta esiti di recenti ricerche: «Oltre al fatto che le infezioni contratte precocemente riducono quelle tardive e hanno un effetto protettivo su molte malattie croniche dell’infanzia, tumori compresi, la frequenza al Nido ha importanti riflessi sullo sviluppo cognitivo e sociale complessivo del bimbo. Occorre, quindi, incoraggiare tale frequenza, specialmente per chi si trova in condizioni di svantaggio culturale o sociale, in quanto gli effetti saranno ancora maggiori». Relativamente al linguaggio, ad esempio, i bambini nati in famiglie di basso livello educativo, a tre anni, hanno sentito tre volte meno parole dei figli con genitori di elevato livello culturale; di conseguenza, hanno un vocabolario molto meno articolato e questo condiziona poi il loro futuro scolastico e sociale. «La frequenza al Nido, se costituisce un indubbio vantaggio per il bambino, rappresenta anche un’opportunità importante per la sua famiglia, che vi trova personale qualificato, occasioni di confronto e coesione sociale – aggiunge Nadia Bertozzi responsabile del Centro Famiglie del Comune di Forlì – dimensioni importanti in una società complessa come quella attuale, ove il rischio di esclusione incide anche sui bambini; bisogna, quindi, agevolare la frequenza, rendere l’accesso friendly e supportare le famiglie con azioni e interventi ad esse dedicate già dal periodo della gravidanza. Il Percorso Nascita forlivese rappresenta un investimento importantissimo esattamente in questa prospettiva, a supporto delle famiglie e a tutela dei bambini».

«Abbiamo organizzato il convegno a Forlì – commenta l’assessore Davide Drei, presidente del Centro studi per il benessere e la salute mentale del bambino e dell’adolescente –anche perché il nostro Centro opera proprio in quest’ottica, ricercando, attraverso competenze multidisciplinari, il costante miglioramento e qualificazione degli interventi. Attraverso tale strumento cerchiamo d’incrociare il profilo socio-sanitario della comunità forlivese con ricerche internazionali rivolte a bambini, adolescenti, genitori, confermando come, nonostante l’attuale congiuntura economica, ci si sforzi non solo di offrire servizi per l’infanzia (educativi, sanitari, sociali, culturali) accessibili ma anche contesti di qualificazione e formazione per gli operatori e la comunità».

Diverse e qualificate le esperienze di promozione e tutela del benessere dei più piccoli esposte durante il convegno: un’occasione per riflettere a tutto tondo su quanto è possibile e necessario fare. Saranno, infatti, presentate le iniziative più avanzate a favore dei bambini attuate in giro per l’Italia, affinchè possano estendersi ad altre realtà. Fra queste, Radio Magica, prima web radio italiana dedicata a tutti i bambini, alle famiglie e alle scuole, servizi sia per l’infanzia sia rivolti a bambini e genitori insieme, alcune esperienze particolarmente qualificate di Nati per leggere, e Nati per la musica, stimolo culturale ed educativo del bambino e allo stesso tempo opportunità di coinvolgimento degli adulti e della comunità, nonchè protocolli a tutela dei bambini con disabilità e interventi a favore di bambini e famiglie migranti.

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