Il CNR interviene nel restauro di Icaro, promosso dal Fondo della cultura del comune di Forlì

Il monumento forlivese diventa un caso di studio accanto a Santa Maria delle Grazie di Milano e Piazza Armerina in Sicilia.Si arricchisce di un nuovo tassello “ALI NUOVE per la città”, l’innovativo progetto di recupero del Monumento ad Icaro in Piazzale della Vittoria a Forlì.

IL CNR INTERVIENE NEL RESTAURO DI ICARO, PROMOSSO DAL FONDO PER LA CULTURA DI FORLI’. SARANNO REALIZZATI DEI TEST SULLA SUPERFICIE DEL MONUMENTO CON UN TRATTAMENTO SPERIMENTALE.

Il monumento forlivese diventa un caso di studio accanto a Santa Maria delle Grazie di Milano
e Piazza Armerina in Sicilia. Terminate le analisi ed elaborato il progetto di restauro conservativo, si procederà con l’intervento diretto che vedrà coinvolto anche un gruppo
di studenti del Liceo Artistico di Forlì.

Si arricchisce di un nuovo tassello “ALI NUOVE per la città”, l’innovativo progetto di recupero del Monumento ad Icaro in Piazzale della Vittoria a Forlì.

Il CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche è entrato a far parte del progetto come consulente tecnico attraverso il suo Istituto per la Conservazione e la Valorizzazione dei Beni Culturali, che da anni si occupa di sviluppare soluzioni tecnologiche legate alla conservazione del patrimonio artistico del Paese. L’Istituto ha deciso di aderire al Progetto di restauro del monumento di stile razionalista inserendolo nell’ambito di una sperimentazione metodologica d’intervento che viene perseguita da qualche anno.

La tecnica, già provata in laboratorio e sperimentata in diversi cantieri in tutta Italia, dal Portale di Santa Maria delle Grazie a Milano, ai mosaici di Piazza Armerina (Enna), riguarda un trattamento conservativo a base di ossalato di ammonio, un prodotto minerale inorganico che agisce positivamente sulle superfici trattate e che vuole costituire una valida alternativa ai prodotti organici di tipo polimerico. La sua peculiarità consiste nel produrre un composto poco solubile e difficilmente attaccabile dagli acidi, diventando parte integrante del materiale lapideo al quale risulta affine per caratteristiche chimico-fisiche.

La sperimentazione è guidata dal dott. Marco Realini, direttore dell’Istituto, che è affiancato da un team di collaboratori i quali hanno identificato porzioni idonee del manufatto che sono state scelte come zone pilota in cui effettuare il trattamento e che tra qualche anno saranno verificate: l’approccio adottato infatti si propone di non limitare il contributo tecnico-scientifico alla sola fase di intervento, ma di mantenere attivo un monitoraggio specifico sull’opera, per valutarne gli effetti anche nel medio e lungo periodo.

Ora il progetto di restauro del Monumento ad Icaro, dopo il completamento delle analisi da parte di HD System e il rilevamento in 3D da parte del TekneHub – Università di Ferrara- sui campioni di superficie da trattare, può proseguire con l’intervento conservativo vero e proprio, che –se le condizioni climatiche e meteorologiche lo permetteranno– prenderà il via ad Aprile, grazie al contributo dell’impresa specializzata nel restauro d’arte Turoni Restauri che interviene sotto la direzione operativa dei lavori del prof. Fabio Bevilacqua. Nelle sessioni di restauro sarà coinvolto in stages/tirocini formativi anche un gruppo di studenti del Liceo Artistico di Forlì.

Il progetto “ALI NUOVE per la città”, ideato e promosso dal Fondo per la Cultura del Comune di Forlì, si basa sul coinvolgimento di privati cittadini, imprese ed enti attraverso un sistema di fund raising (raccolta fondi); prevede inoltre numerose azioni a cornice del restauro, come visite guidate al cantiere o stage e laboratori per gli istituti scolastici del territorio.

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