Forlì comune virtuoso per spese di personale e nomine

Dichiarazione dell’assessora Maria Maltoni

FORLI’ COMUNE VIRTUOSO PER SPESE DI PERSONALE E NOMINE
Dichiarazione dell’assessora Maria Maltoni

Esaminando i dati riferiti alla spesa per personale del Comune di Forlì dal 2009 ad 2012, emerge chiaramente che tutti i parametri indicati per il contenimento della diminuzione di spesa sono stati rispettati, non solo, la riorganizzazione dell’ente ha fatto sì che alle attività già esistenti se ne aggiungessero di nuove senza che ci fossero ricadute negative sui servizi messi a disposizione dei cittadini. Per quanto riguarda il totale della forza lavoro, da 931 del 2009 si è arrivati a 873 dipendenti, ci cui personale di ruolo 771 e a tempo determinato o con contratti flessibili 87. Il comune di Forlì ha 6,5 dipendenti ogni 1000 abitanti, un dato non solo in linea, ma ancora più basso del dato nazionale per i comuni della nostra dimensione, nei quali il parametro dei dipendenti comunali è di 7,63 dipendenti ogni 1000 abitanti.

L’aspetto più rilevante è la riduzione del numero dei dirigenti, che nel 2009 erano 27 (di cui 22 di ruolo) ed attualmente sono 18 (di cui 14 di ruolo). La riduzione è legata alla diversa organizzazione che ha portato ad accorpare più servizi in un’ottica di razionalizzazione e migliore gestione integrata delle risorse umane, non si tratta quindi del solo adeguamento a parametri imposti dal contenimento della spesa pubblica, ma di una precisa scelta di miglioramento. La spesa totale è scesa da 31.617.816 euro ai 30.187.766 del 2012, mentre la previsione di spesa per il 2013 è di 30.133.293.

Nell’anno 2012 con la costituzione di due nuove società , “Livia Tellus spa” e “Forlì Mobilità Integrata srl”, sono state esternalizzate alcune funzioni del Comune con relativo passaggio di n. 5 dipendenti e per un costo complessivo di 150 mila euro, considerando anche tale aspetto appare sempre marcato il consistente risparmio registrato in questi anni sulla spesa del personale. Anche per quanto riguarda la scelta dei componenti dei CDA si sono compiute scelte importanti, anticipando la norma che prevede percentuali di soglia minima per la presenza femminile, infatti la modifica del regolamento per la selezione delle candidature per le nomine nelle società partecipate approvata nel 2009, ha fatto sì che la soglia del 30% di presenza femminile fosse raggiunta ben prima dell’obbligo imposto a livello normativo nel 2012.

Oggi però lo scenario è nuovamente mutato.

La legge sulla spending review (D.L. n. 95/2012, convertito in legge n. 135/2012) prevede che per le società pubbliche, i consigli di amministrazione devono essere composti da non più di 3 (o 5 a seconda del capitale sociale) , di cui 2 dipendenti ( o 3 nei casi con CdA a 5) dell’amministrazione titolare della partecipazione, senza nessun compenso per i dipendenti.

Va sottolineato che fino a pochi anni fa, erano spesso assessori e consiglieri ad essere presenti nei cda, è chiaro perciò oggi l’intento del legislatore di puntare su soggetti che abbiano competenze tecniche, più che politiche.Questo con buona pace di chi si attarda a ipotizzare scenari in cui il “personale politico” dovrebbe passare per tutta la vita o quasi, da un posto di amministratore ad un cda senza soluzione di continuità, spesso solo per omogeneità politica e/o di componente. Non è questo che i cittadini si aspettano da una politica che abbia a cuore gli interessi delle comunità.

Maria Maltoni, assessora Risorse Umane Comune di Forlì

FN373
5 luglio 2013

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