Cerimonia in memoria di Silver Sirotti

Intervento dell’Assessore Gabriella Tronconi

CERIMONIA IN MEMORIA DI SILVER SIROTTI: L’INTERVENTO DELL’ASSESSORE GABRIELLA TRONCONI NELLA SERATA DI DOMENICA

Buonasera a tutti i presenti, autorità, cittadini, familiari di Silver Sirotti.

Porto i saluti a nome del Sindaco Roberto Balzani e dell’Intera Amm.ne Comunale di FORLI’.

Questa mattina si è svolta una intensa cerimonia davanti al CIPPO dedicato a SILVER SIROTTI nel parco di via Ribolle dove sono risuonate le parole del prof. Patrick LEECH che ha saputo cogliere la complessità della violenza terroristica degli anni Settanta Ottanta, percorrendo la storia di quegli eventi entro un ambito europeo che ha lasciato una scia di morti e feriti, dall’Italia, alla Germania, all’Irlanda.

La lunga serie di attentati non deve far dimenticare che ogni morto, ogni ferito ha il suo grido di dolore. Questo grido, incarnato nella storia, giunge fino a noi ed è nostro compito ricordare con rispetto la sofferenza di coloro che ci chiedono di costruire una società più giusta.

Questa sera dal coro Intercity Gospel Train si alzeranno canti che inviteranno a sentirci parte di una comunità che vuole la pace, innalzando il nostro pensiero verso valori alti, degni di essere vissuti.

Questi valori hanno un significato grande ed autentico, quando per difenderli e sostenerli c’è stato chi ha saputo offrire con coraggio la propria vita, per aiutare il proprio prossimo, come ha fatto SILVER SIROTTI – medaglia d’oro al valore civile – che nella NOTTE DEL 4 AGOSTO 1974, rimase vittima della strage sul treno ITALICUS.

E’ importante Incidere nella memoria la verità dei fatti, che chiama al risveglio le coscienze. Vi leggo la testimonianza di due agenti che vissero quei tragici momenti:

«Improvvisamente il tunnel da cui doveva sbucare il treno si è illuminato a giorno, la montagna ha tremato, poi è arrivato un boato assordante. Il convoglio, per forza di inerzia, è arrivato fin davanti a noi. Le fiamme erano altissime e abbaglianti. Nella vettura incendiata c’era gente che si muoveva. Vedevamo le loro sagome e le loro espressioni terrorizzate, ma non potevamo fare niente poiché le lamiere esterne erano incandescenti. Dentro doveva già esserci una temperatura da forno crematorio. ‘Mettetevi in salvo’, abbiamo gridato, senza renderci conto che si trattava di un suggerimento ridicolo data la situazione. Qualcuno si è buttato dal finestrino con gli abiti in fiamme. Sembravano torce. Ritto al centro della vettura un ferroviere, la pelle nera cosparsa di orribili macchie rosse, cercava di spostare qualcosa. Sotto doveva esserci una persona impigliata. ‘Vieni via da lì, gli abbiamo gridato, ma proprio in quel momento una vampata lo ha investito facendolo cadere accartocciato al suolo».

SILVER SIROTTI era un giovane forlivese di 25 anni, conduttore delle ferrovie, che scelse di tornare indietro per aiutare i feriti rimasti intrappolati nella carrozza del treno , a costo della sua stessa vita .

La sua memoria ci deve spingere a portare rispetto ai nostri giovani di oggi.

I giovani ci chiedono verità, onestà e chiarezza per affrontare la vita concreta, con le sue sfide. Chiedono un lavoro, di essere accolti, stimati, di essere considerati degni di fiducia, senza dovere temere gli inganni e lo sfacciato sfruttamento dell’attuale sistema economico. Chiedono esempi capaci di illuminare il loro cammino nel tempo, per costruirsi un futuro.

Fare memoria di Silver Sirotti significa dare un esempio concreto per superare la visione individualistica ed egoistica che caratterizza il nostro presente. La sua gratuita generosità, lo spirito di servizio, vissuto con spontaneità e coraggio sono i binari lungo i quali i nostri giovani oggi devono potersi indirizzate per ritrovare la via maestra dell’autonomia, della cittadinanza responsabile ed attiva.

Significa anche rispondere concretamente alla violenza di coloro che rivendicarono l’attentato – quali appartenenti ad “Ordine Nero” – con queste parole: “Abbiamo voluto dimostrare che siamo in grado di mettere le bombe dove vogliamo, in qualsiasi ora, in qualsiasi luogo, dove e come ci pare …”.

Noi vogliamo invece dimostrare il nostro diritto a vivere in pace, nel rispetto delle persone, nella difesa di ciascuno a costruirsi una vita attraverso lo studio e il lavoro , nella piena libertà garantita dalla democrazia.

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