Banda Corbari 18 agosto 2013 – intervento dell’Assessore Patrick Leech

Intervento dell’Assessore Patrick Leech

Banda Corbari 18 agosto 2013

Buonasera a tutte le cittadine e a tutti i cittadini, e un benvenuto particolare alla Banda Città di Forlì e al maestro Roberta Fabbri.

Oggi, 18 agosto, ricordiamo i partigiani, Iris Versari, Silvio Corbari, Adriano Casadei e Arturo Spazzoli, e insieme a loro anche il fratello di Arturo Tonino Spazzoli. Ricordiamo, qui a Forlì, ogni anno, la brutale uccisione dei quattro a San Valentino e l’esposizione dei loro cadaveri prima a Castrocaro e dopo in Piazza Saffi, sotto gli occhi di Tonino Spazzoli, che fu successivamente ucciso lungo la strada per Ravenna. Questa mattina è stata deposta una corona commemorativa al lampione in Piazza. Oggi pomeriggio si è svolta una manifestazione organizzata dal Coordinamento Provinciale per i Luoghi della Memoria a Ca’ Cornio, fra i comuni di Modigliana e Tredozio, alla quale ha preso parte anche il Presidente del Consiglio comunale di Forlì Paolo Ragazzini, in rappresentanza dell’amministrazione. Stasera, a Portico, dove è nata Iris Versari, si svolge in contemporaneo alla nostra iniziativa, un concerto dell’Emilia Romagna Festival dedicato lei, una delle 19 donne alla quale è stato conferita la medaglia d’oro al valore militare.

Forlì è una città che ricorda e che coltiva la memoria con cura. Le cerimonie del 9 novembre e del 25 aprile iniziano con la deposizione di una corona al lampione dei partigiani in Piazza Saffi. A Forlì è stata conferita, come è noto, la medaglia d’ argento al valore militare quando la neonata Repubblica Italiana sentì «l’obbligo di segnalare come degni di pubblico onore gli autori di atti di eroismo militare».

Forlì è dunque una città che non ha paura di ricordare il ‘900. Contrassegnata nella sua struttura urbanistica e nella sua architettura, la città è in una posizione peculiare dal punto di vista storico–artistico per l’opportunità di riflettere criticamente sulla vita delle città italiane durante il periodo della dittatura fascista. La città vive quotidianamente fra le pietre lasciate come patrimonio materiale del periodo del ventennio. I nostri studenti vedono tutti i giorni gli esempi di propaganda del regime fascista come la statua di Icaro e i mosaici di Canevari all’interno della Scuola Palmezzano. Sono lasciti, appunto, di un’esperienza particolare – tragica – come quella degli anni del Ventennio, quella di una città indicata come “la città del Duce”.

Si tratta di lasciti che vanno esaminati con sguardo vigile e critico proprio perché ci ricordano alcuni aspetti-chiave del regime – la fascinazione per il volo e lo spirito di potenza, la scuola concepita come luogo per inculcare i dogmi del regime, la commemorazione strumentale dei caduti durante la prima guerra mondiale, l’imposizione di una presenza quasi fisica dello stato attraverso edifici monumentali.

La città è quindi nelle condizioni di poter riflettere sul ‘900, ed è un percorso che stiamo facendo insieme anche ad altri comuni del distretto forlivese, in particolare Castrocaro e Terra del Sole, le cui terme sono stati costruiti in buona parte durante il fascismo, e Predappio, città di fondazione in quanto città natale di Benito Mussolini. E’ una riflessione sui lasciti architettonici ed urbanistici ma anche sulle tragedie legate al fascismo e ai totalitarismi, sulle forme della violenza che i regimi hanno imposto e impongono. Perché i fascismi – ossia regimi basati sull’intolleranza, sul razzismo, sulla discriminazione di ogni tipo, sulla prepotenza – sono sempre in agguato.

La riflessione della città sul ‘900, quindi, parte sempre da due precondizioni:

La prima: il riconoscimento etico e politico della decisiva importanza dell’opposizione ai regimi fascisti durante la Seconda Guerra Mondiale, opposizione che vide unite le forze democratiche mondiali e la coraggiosa Resistenza interna all’Europa, dalla Francia ai Balcani, dalla stessa Germania all’Italia.

La seconda: l’Europa democratica si fonda proprio sulla risposta alla guerra e ai totalitarismi, in un processo che in Italia prende la forma straordinaria della Costituzione del 1948.

Questo è il senso della nostra commemorazione oggi dei partigiani uccisi il 18 agosto 1944. Lo dico con forza, e vorrei che tutti noi ne fossimo consapevoli ogni giorno dell’anno: Forlì non è la città del Duce; è la città di Iris Versari, Silvio Corbari, Adriano Casadei e dei Fratelli Arturo e Tonino Spazzoli.

Patrick Leech Assessore alla Cultura del Comune di Forlì

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