Atrium: martedì 4 e giovedì 5 giugno a Forlì due mostre e due convegni

Si inizia martedì 4 giugno all’ex Deposito ATR in piazzetta Savonarola, un edificio ormai simbolo per i temi del recupero del patrimonio edilizio della prima metà del 900 che per tutta l’estate sarà rivitalizzato da eventi culturali proposti nell’ambito del progetto “Italian Performance Platfond”.

ATRIUM: MARTEDI’ 4 E GIOVEDI’ 5 GIUGNO A FORLI’ DUE MOSTRE E DUE CONVEGNI

Si inizia martedì 4 giugno all’ex Deposito ATR in piazzetta Savonarola, un edificio ormai simbolo per i temi del recupero del patrimonio edilizio della prima metà del 900 che per tutta l’estate sarà rivitalizzato da eventi culturali proposti nell’ambito del progetto “Italian Performance Platfond”.

Alle ore 16,00 verrà inaugurata la Mostra Fotografica “Totally Lost”, risultato di un concorso fotografico lanciato a livello europeo dall’Associazione forlivese “Spazi Indecisi” insieme al Comune di Forlì. Si è trattato di una ricerca fotografica e video tesa a scoprire, censire e fotografare il patrimonio architettonico dei totalitarismi europei.

Il bando esplorativo è stata l’occasione per scoprire dove si trovano ed immortalare questi luoghi del passato La mostra “TOTALLY LOST” si compone di opere fotografie e video, selezionate sulla base di una valutazione storica ed artistica. Essa rimarrà aperta fino al 16 giugno e sarà accompagnata da eventi speciali (proiezioni cinematografiche e sonorizzazioni live).

In occasione delle aperture al pubblico della Mostra si potrà anche esplorare il mondo dell’editoria grazie ad un’iniziativa promossa dalla Biblioteca Comunale e denominata “Officina Biblioteca”, che prevede l’allestimento, presso la vecchia autorimessa dei bus, di un epicentro librario sul tema del periodo fascista. Non si tratta di un semplice trasferimento di libri dal loro luogo abituale ad un altro, ma della creazione di un angolo temporale in cui condensare strumenti documentari inerenti ad uno dei periodi che maggiormente hanno segnato la vita dell’Italia.

E’ stato selezionato un ricco nucleo librario che si compone di due parti: quella saggistica e quella narrativa. Particolarmente significativa è la sezione narrativa, perché forze i romanzi scritti in quegli anni, meglio ancora della ricostruzione storica, restituiscono il clima, le contraddizioni, i sapori del tempo. E poi la voce degli scrittori, in un regime dittatoriale, con una censura vigorosa, è forse una delle poche che tenta di levarsi per mantenere viva la dignità dell’uomo.

Sempre nello stesso giorno e luogo, ma alle ore 17,00, si svolgerà un convegno sul tema “Nuovi contenuti per nuovi contenitori”. La tavola rotonda riunisce un certo numero di associazioni e istituzioni che si occupano degli edifici costruiti nel ventesimo secolo, che sono stati oggetto, o che necessitano tuttora, di interventi di restauro. La discussione intende inizialmente proporre diversi esempi di edifici industriali o istituzionali in disuso o in cattive condizioni che sono stati riconvertiti per scopi culturali o artistici, mettendo in evidenza i diversi problemi affrontati (in particolare quelli relativi alle norme di sicurezza) e le soluzioni adottate per risolverli. La discussione prosegue poi con il punto di vista delle istituzioni responsabili della ristrutturazione ed i commenti delle organizzazioni che hanno un interesse per il patrimonio urbano.

Martedì 4 giugno sarà poi l’occasione per un altro incontro pubblico, che si svolgerà alla sala Randi, in via delle Torri, alle ore 20,30, dal titolo “Partigiani-Partizane.

Albania e Italia: dialogo tra culture della Resistenza”, e che affronterà Il fenomeno storico della resistenza degli italiani all’estero, poco conosciuto, se non dagli “addetti ai lavori”. Col valore emblematico di questa resistenza: da “oppressori” e membri di un esercito fascista a “combattenti per la libertà” contro i nazifascisti insieme ai partigiani locali. Sarà anche un omaggio alla solidarietà che gli albanesi hanno dimostrato nei confronti dei militari accogliendoli nelle loro case e nelle file dell’esercito di liberazione, salvandone una parte dalle barbarie e dalle esecuzioni sommarie dei nazisti. L’iniziativa, alla quale presenzierà il Sindaco Roberto Balzani, è realizzata in collaborazione con l’Associazione Juvenilia, l’A.N.P.I. e la rete F.A.R.E..

Mercoledì 5 giugno, sarà la volta della Mostra “Sport, sportivi e giochi olimpici nell’Europa in guerra (1936-1948), che inaugurerà all’Oratorio di San Sebastiano alle ore 10,00. La Mostra proposta dal “Mémorial de la Shoah” di Parigi propone una chiave di lettura utile a leggere tutta la storia del XX secolo attraverso lo straordinario sviluppo delle pratiche sportive dell’epoca.

L’organizzazione della XI edizione dei Giochi Olimpici, assegnata dal CIO nel 1931 alla Repubblica di Weimar, viene sconvolta dall’ascesa al potere di Adolf Hitler. Da questo momento, le Olimpiadi furono strumentalizzate dal punto di vista ideologico per la diffusione della propaganda nazista in Europa e anche altrove.

Come reazione, vennero lanciati diversi appelli a boicottare i Giochi in nome dei principi fondamentali delle democrazie e dello spirito olimpico. L’inefficacia delle campagne di opinione per il boicottaggio, la rinuncia dei comitati olimpici nazionali a prendere posizione, nonché l’inedita risonanza mediatica attorno a questa edizione dei Giochi sembrarono rendere inevitabile lo svolgimento dell’Olimpiade a Berlino. Dopo Le Olimpiadi di Berlino, il continente europeo dovette affrontare drammatiche situazioni di tensione internazionale (la guerra civile in Spagna, l’Annessione dell’Austria, la crisi dei Sudeti) che lo portarono ad una inevitabile “marcia verso la guerra” (invasione della Polonia nel settembre 1939).

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3 giugno 2013

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