4 giugno | “Partigiani – partizanë! Albania e Italia: dialogo tra culture della Resistenza”

In programma Martedì 4 giugno 2013 alle 20:30 presso la Sala Randi, in Via delle Torri 13.

“PARTIGIANI – PARTIZANE!! ALBANIA E ITALIA: DIALOGO TRA CULTURE DELLA RESISTENZA”

La resistenza albanese e la partecipazione dei partigiani italiani in essa sono i due temi principali dell’incontro pubblico “Partigiani – partizanë! Albania e Italia: dialogo tra culture della Resistenza”, in programma Martedì 4 giugno 2013 alle 20:30 presso la Sala Randi, nella Residenza comunale, in Via delle Torri 13.

Fenomeni storici sconosciuti al pubblico, saranno due i testimoni d’eccezione che ne parleranno con il giornalista Pietro Caruso: il partigiano albanese Halim Brahimuço e il partigiano italiano Ettore Bonavolta. Interverrà all’incontro anche il sindaco di Forlì Roberto Balzani.

La storie dei due paesi si incrociano imprescindibilmente poco prima del secondo conflitto mondiale con l’occupazione e l’annessione dell’Albania dall’Italia fascista il 7 aprile 1939. La resistenza albanese nasce come movimento di protesta e guerriglia contro i fascisti, assume successivamente i connotati di una resistenza armata organizzata e si consolida nel 1943 sopratutto durante l’occupazione militare nazista. Il partigiano Brahimuço, figlio di una famiglia patriottica albanese della regione di Valona, si è unito alla Resistenza con i gruppi educativi dei giovani e nel 1943 è passato nella formazione partigiana della sua zona, poi parte della V Brigada d’Assalto albanese.

Più travagliata, invece, la resistenza dei partigiani italiani in Albania. Dopo la capitolazione e l’armistizio dell’8 settembre 1943, i militari italiani di stanza nel paese delle aquile, nonostante l’invito dei loro vertici di unirsi ai nazisti, si trovarono a dover scegliere tra il fuoco amico del III Reich o l’unione con i partigiani albanesi. Di fatto, chi non è riuscito a imbarcarsi per l’Italia, è stato disarmato, confinato, spedito nei campi di concentramento o fucilato dai nazisti. Molti si sono salvati grazie alla solidarietà dimostrata dalle famiglie albanesi che li hanno accolti nelle loro case fino al 1945. I primi a unirsi alla resistenza albanese come una formazione a se stante furono i militari della divizione Firenze che a ottobre del 1943 fondarono il Battaglione “Antonio Gramsci”, inquadrato nella I Brigada d’Assalto albanese.

Dall’altra parte, erano molti anche i singoli militari italiani che confluirono volontariamente nella resistenza albanese, tra questi anche il partigiano Bonavolta che si unì al Battaglione di Dumrea nel centro-sud dell’Albania. L’artificiere Bonavolta, chiamato dai suoi compagni albanesi Pedro, era a capo di una squadra mortaio, e più avanti passò nel Battaglione Gramsci che a marzo del 1945 si era trasformato in una delle divizioni dell’Esercito di Liberazione albanese con circa 1100 effettivi.

L’incontro è organizzato dall’Associazione Juvenilja e l’ANPI di Forlì, con il contributo del Comune di Forlì, nell’ambito del Progetto ATRIUM.

Per informazioni:

ASSSOCIAZIONE JUVENILJA
Tel. 3929144198, email: associazione.juvenilja@live.it, Facebook: juvenilja.forli

ANPI
Facebook: anpiforlicesena

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