Un’idea di un futuro per la quale lavorare – Il video e il documento

Giovedì 17 maggio, alle ore 11.30, nel Salone Comunale di Forlì i Sindaci dei quindici Comuni del territorio forlivese hanno presentato e sottoscritto un testo condiviso. Si riporta di seguito il documento presentato alle istituzioni, alle forze economico-sociali, alla stampa e ai cittadini, con i nomi dei sindaci che lo hanno sottoscritto.

UN’IDEA DI FUTURO PER LA QUALE LAVORARE

Giovedì 17 maggio, alle ore 11.30, nel Salone Comunale di Forlì i Sindaci dei quindici Comuni del territorio forlivese hanno presentato e sottoscritto un testo condiviso. Il documento riporta la dichiarazione d’intenti con la quale le Amministrazioni comunali s’impegnano a concretizzare una nuova articolazione dei poteri locali con tre obiettivi: ridurre la spesa corrente, liberare risorse per abbassare l’IMU e rendere più efficiente la pubblica amministrazione.
Il tutto, utilizzando gli strumenti già previsti nel nostro ordinamento e quindi senza scaricare la responsabilità della riforma su altri livelli istituzionali. L’obiettivo dell’iniziativa è dichiarato e concreto. “Ci sono passi – afferma il sindaco di Forlì Roberto Balzani – che possono essere compiuti subito: è tempo di farli per disegnare, nel momento di crisi profonda che stiamo attraversando, un’idea di futuro per la quale lavorare”.

Si riporta di seguito il documento presentato alle istituzioni, alle forze economico-sociali, alla stampa e ai cittadini, con i nomi dei sindaci che lo hanno sottoscritto.

Quando le parole non bastano più. Un’idea e un impegno

La crisi del Paese, dopo aver toccato tutte le istituzioni centrali ad eccezione della Presidenza della Repubblica, dilaga a cascata in periferia. Ora, con l’applicazione dell’IMU, ossia col decentramento dell’imposta patrimoniale – uno dei punti salienti del programma Salva Italia -, tocca ai Comuni. Il drastico mutamento nella struttura della fiscalità locale – dai trasferimenti dello Stato al prelievo diretto – per ragioni di emergenza non si accompagna ad alcuna riforma sostanziale dell’autonomia degli enti territoriali, che restano anzi ingessati sul versante della gestione dai vincoli imposti dal patto di stabilità. Stretti in questa morsa – da un lato, rigidità sul versante degli investimenti e, dall’altro, nuove funzioni esattoriali -, i sindaci sono in caduta libera: eletti come Robin Hood, finiscono per fare i gabellieri, allo stregua dello Sceriffo di Nottingham.
Sappiamo tutti che il nostro Stato, per farcela, deve dimagrire, e che la spesa pubblica va aggredita in modo strutturale, altrimenti i contribuenti saranno stati spremuti inutilmente, solo per rinviare al prossimo tracollo finanziario lo scenario greco. Nessuno però si muove. Tutti, negli emicicli di Roma, sembrano paralizzati, terrorizzati dall’idea di perdere un privilegio o un pezzettino di sovranità.
Noi sindaci sottoscritti, non ci stiamo. E abbiamo un’idea. Intendiamo prendere un impegno esplicito con i nostri amministrati. Siamo consapevoli che l’IMU non potrà non essere pesante e che molti cittadini e molte imprese avranno difficoltà a pagarla. Ma finché non tagliamo un pezzo sostanziale della nostra spesa – non certo i servizi, che vogliamo conservare il più possibile integri -, non riusciremo a ridurre le aliquote. Come fare a tagliare la spesa? Sicuramente riducendo l’indebitamento – e questo già lo stiamo facendo tutti, in virtù del patto di stabilità. In secondo luogo, aggredendo i costi generali. E qui sta il nostro futuro. Unificare la gestione di quanti più servizi è possibile, accorpandoli su una scala più vasta del singolo Municipio, risparmiando in prospettiva sul personale e migliorando le performances. Possiamo arrivarci attraverso l’unione di Comuni o attraverso un vero e proprio processo di fusione, che permetta comunque di salvaguardare sul territorio l’erogazione dei servizi e la difesa della cultura territoriale: lo studieremo nel volgere di pochi mesi, in ogni caso entro l’autunno, e poi ci rivolgeremo ai cittadini per sapere che cosa ne pensano.
Tutto quello che sarà risparmiato, lo dichiariamo fin d’ora, andrà ad abbattere le aliquote IMU.
In questo modo: a) renderemo più snello, dal basso, il nostro governo territoriale, semplificandolo (più di 8.000 Comuni e oltre 110 Province, a prescindere dalle Regioni, non ce li possiamo più permettere); b) non toccheremo, lo ripetiamo, la spesa per i servizi diretti alle persone, cioè, il welfare, dal nido alle case di riposo; c) orienteremo tutti i tagli possibili all’interno della macchina, senza licenziare nessuno, ma operando riorganizzazioni ed efficentamenti radicali; d) le quote di spesa corrente che riusciremo a risparmiare saranno TUTTE impiegate per abbattere le imposte, il cui livello è sicuramente troppo alto.
Per raggiungere questo ambizioso obiettivo avremo bisogno di un grande consenso sociale, perché gli ostacoli che troveremo sul nostro cammino saranno molti. D’altra parte, andiamo a mettere il dito in una delle piaghe italiane e, sia pure nel nostro piccolo, non ci prepariamo ad una passeggiata. Siamo anche convinti, però, che, al di là delle divisioni partitiche, questa sia una via obbligata per salvare l’Italia. E noi, dal basso, vogliamo compiere fino in fondo il nostro dovere, perché non ci sentiamo per nulla associabili alla categoria dei vari “nominati” o dei dissipatori di pubblico denaro, che formano in parte sostanziale l’ossatura del ceto politico del nostro Paese, a partire dal livello centrale. Ognuno di noi ha il suo mestiere e quello tornerà a fare, terminata la sua esperienza amministrativa: per tale motivo, ci consideriamo esposti, certo, ma anche singolarmente liberi di dire e di fare ciò che crediamo giusto per le nostre comunità e per la Patria.

Roberto Balzani (Sindaco di Forlì), Mirko Betti (Sindaco di Portico), Pierangelo Bergamaschi (Sindaco di Civitella di Romagna), Luigi Capacci (Sindaco di Premilcuore), Elisa Deo (Sindaco di Galeata), Flavio Foietta (Sindaco di Santa Sofia), Giorgio Frassineti (Sindaco di Predappio), Luigi Marchi (Sindaco di Tredozio), Luigi Pieraccini (Sindaco di Castrocaro Terme e Terra del Sole), Claudio Samorì (Sindaco di Modigliana), Rosaria Tassinari (Sindaco di Rocca San Casciano), Nevio Zaccarelli (Sindaco di Bertinoro), Gianluca Zattini (Sindaco di Meldola), Gabriele Zelli (Sindaco di Dovadola), Paolo Zoffoli (Sindaco di Forlimpopoli).

Forlì, 17 maggio 2012

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