Un impegno a tutti i livelli contro il feminicidio – Dichiarazione dell’Assessora Maria Maltoni

[...Occorre pensare a nuove modalità, anche dal punto di vista dei servizi da porre in essere per contrastare le violenza contro le donne. Il tema ad esempio di una azione di prevenzione che si rivolga anche ai “maltrattanti” diventa sempre più necessaria per evitare tragedie come quelle a cui stiamo assistendo in questi giorni”...]

UN IMPEGNO A TUTTI I LIVELLI CONTRO IL FEMINICIDIODichiarazione di Maria Maltoni, assessora alle Pari opportunità e conciliazione

“E’ una mattanza di donne senza fine quella a cui stiamo assistenza in Italia, e che solo nei primi mesi del 2012 ha prodotto una sessantina di vittime. Alcuni delitti sono avvenuti anche nella nostra Regione dove in questi giorni due donne sono state uccise a Cesena e a Ferrara.

Rilevo che sulla stampa la notizia dell’omicidio di Cesena ha avuto molto più rilievo, dato che l’assassino si è prima barricato in una chiesa e poi si è ucciso, mentre le modalità del delitto di Ferrara sono più “normali“ dal punto di vista della cronaca, assassinio e tentato suicidio del colpevole per motivi di gelosia e quindi meno suscettibili di interesse e spazio.

Credo che non possiamo arrenderci all’idea che sia accettabile una strage di questa portata e che ci siano uomini che ritengono di poter uccidere una donna ogniqualvolta questa decide di non essere a loro disposizione e fa scelte autonome di vita. Non ci sono scusanti: anche le donne vengono abbandonate, subiscono divorzi non voluti, si innamorano senza essere ricambiate, sono gelose del proprio partner, ma non esiste un fenomeno statisticamente rilevante a livello mondiale in base al quale le donne uccidono gli uomini per queste ragioni, mentre il feminicidio è la maggior causa di morte per le donne nelle fasce di età intermedie.

L’Italia certamente ha molti problemi di rispetto della legalità, ma è un paese che colloca saldamente la sua legislazione dentro l’Unione Europea, in cui usanze tribali e patricarcali oltre che essere bandite dalla legge dovrebbero essere estranee alla cultura della società, ma purtroppo non è sempre così. Occorre perciò un impegno di prevenzione, a partire dalle scuole, per una educazione alla cultura della pari dignità tra soggetti diversi.

Occorre pensare a nuove modalità, anche dal punto di vista dei servizi da porre in essere per contrastare le violenza contro le donne. Il tema ad esempio di una azione di prevenzione che si rivolga anche ai “maltrattanti”, cioè agli uomini violenti, diventa sempre più necessaria per evitare tragedie come quelle a cui stiamo assistendo in questi giorni”.

Maria Maltoni, assessora Pari Opportunità e Conciliazione del Comune di Forlì

02.06.2012
Foglio Notizie n.346

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