Studenti e città: timidi segnali di un cambiamento possibile

[...Sono piccoli passi, ma è a partire da questi che la nostra comunità deve lavorare per saper cogliere e vincere con orgoglio la sfida del futuro, puntando su innovazione, partecipazione e coesione sociale...].
Intervento dell’Assessore alle Politiche Giovanili Valentina Ravaioli

STUDENTI E CITTÀ: TIMIDI SEGNALI DI UN CAMBIAMENTO POSSIBILE
Intervento dell’Assessore alle Politiche Giovanili Valentina Ravaioli

“Il tema del rapporto tra studenti e città rappresenta, a Forlì, una questione delicata e complessa. Se, da un lato, si esalta l’eccellenza dei nostri corsi, confermata anche dalla classifica Censis 2011, dall’altro, non si possono ignorare gli ostacoli che Forlì deve ancora superare per potersi definire fino in fondo “città universitaria”. Pesano certamente in tal senso, inutile negarlo, i rallentamenti del completamento del Campus e dell’avvio della mensa, dovuti in gran parte alle limitazioni imposte dal patto di stabilità.

Ma non si tratta solo di questo, il problema va più a fondo e riguarda una sfida di tipo culturale, la sfida di una città che non può chiudersi in se stessa, come tappa di passaggio per menti brillanti, ma deve rappresentare un luogo in cui i ragazzi vogliano e possano costruire il proprio futuro.

Se Forlì, da una parte, mostra un volto piuttosto conservatore, che mal si adatta alla convivenza con le implicazioni della vita universitaria, dall’altra, devo, tuttavia, dire che iniziano a vedersi timidi, ma significativi segnali di natura opposta: di apertura, di attenzione e di sensibilità.

Nell’ambito delle politiche a favore dei giovani, uno degli obiettivi è proprio quello di creare ponti con la società, cercando di far sì che le capacità e gli stimoli dei ragazzi non restino confinati all’interno delle aule universitarie o nei centri giovanili. In questi giorni stiamo raccogliendo, presso i più disparati esercizi commerciali, le prime adesioni a “carta giovani”.

Si tratta di una card che riserverà ai ragazzi sconti ed agevolazioni, secondo un ordine di priorità condiviso con le associazioni studentesche partecipanti al tavolo di lavoro istituito dal Comune, e che, oltre alla scontistica, prevederà un percorso di cittadinanza attiva, in rete il mondo del volontariato e vari enti, offrendo “premi” ulteriori ai ragazzi che decideranno di impegnarsi in attività di pubblica utilità.

L’accoglienza riservata al progetto è stata soddisfacente, certo perché in tempi di crisi è meglio non lasciarsi sfuggire eventuali incentivi ai consumi, ma anche, ed è il dato che più conta, per un’autentica sensibilità che in tanti hanno mostrato per i giovani, comprendendo il vero senso del percorso: non una card come tante, ma un riconoscimento a una fascia di popolazione che vuole riaffermare la propria presenza nella città, rivendicando ruoli e spazi.

Inoltre, accade sempre più frequentemente di vedere i laboratori della Fabbrica delle Candele o i gruppi teatrali del territorio frequentati da giovani forlivesi e fuori sede insieme, di accogliere tirocinanti di svariata provenienza all’Osservatorio sulla legalità, di dar vita a tavoli di lavoro animati da ragazzi che, in rete con le forze economiche e culturali del territorio elaborano progetti per eventi importanti, come recentemente è accaduto in vista della Settimana del Buon Vivere.

Sono piccoli passi, ma è a partire da questi che la nostra comunità deve lavorare per saper cogliere e vincere con orgoglio la sfida del futuro, puntando su innovazione, partecipazione e coesione sociale”.

Valentina Ravaioli
Assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Forlì

02.08.2012
Foglio Notizie n. 466

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