Presentata l’attività del Collegio Nazionale degli Agrotecnici che ha decentrato a Forlì i suoi uffici operativi.

Il sindaco Roberto Balzani ha aperto la conferenza evidenziando che Forlì da tanti anni ospita la sede di un autorevole Collegio nazionale la cui attività si è ampliata e potenziata con il passare del tempo, assumendo un ruolo che va oltre gli aspetti deontologici e di rappresentanza.

PRESENTATA L’ATTIVITA’ DEL COLLEGIO NAZIONALE DEGLI AGROTECNICI CHE HA DECENTRATO A FORLÌ I SUOI UFFICI OPERATIVI FRA CUI IL “CENTRO UNICO DI PRESENTAZIONE” DELLE DOMANDE PER GLI ESAMI DI STATO ABILITANTI ALLA PROFESSIONE

Nella mattina di venerdì 6 luglio si è svolta in Municipio, a Forlì, la conferenza stampa di presentazione dell’attività del Collegio Nazionale degli Agrotecnici, uno degli Albi professionali nazionali che, come tale, ha la propria sede a Roma (presso il Ministero della Giustizia) ma ha decentrato sul territorio diverse sue funzioni; di questa scelta ne beneficia particolarmente il territorio romagnolo, avendo il Collegio collocato a Forlì il “Centro unico di presentazione e raccolta” delle domande di partecipazione alle sessioni annuali degli esami di Stato abilitanti.
La particolarità della scelta deriva dalla circostanza che l’attuale Presidente nazionale dell’Albo, Roberto Orlandi, è forlivese e nel capoluogo romagnolo mantiene la sua residenza.

Il sindaco Roberto Balzani ha aperto la conferenza evidenziando che Forlì da tanti anni ospita la sede di un autorevole Collegio nazionale la cui attività si è ampliata e potenziata con il passare del tempo, assumendo un ruolo che va oltre gli aspetti deontologici e di rappresentanza. La città è così diventata un punto di riferimento professionale per tutta Italia, ospitando gli aspiranti professionisti e creando un importante indotto di presenze, di immagine e di lavoro per il territorio.

Si tratta di un’attività rilevante che, se trova il suo apice nel mese di giugno (quando la sessione di presentazione è aperta, per 30 giorni), in realtà prosegue tutto l’anno, obbligando quindi il Collegio Nazionale a mantenere nella città di Forlì un ufficio permanente, con beneficio per l’occupazione e l’economia locale.

Inoltre tutta l’opera preparatoria agli esami, compresa quella di propaganda (decine di migliaia le comunicazioni postali inviate da Forlì ai potenziali interessati e migliaia i manifesti affissi, nelle bacheche cartacee ed elettroniche delle Università, degli Istituti Agrari e degli Enti pubblici), viene svolta dal capoluogo romagnolo. Ed in ognuna di queste lettere, comunicazioni e manifesti è posta in evidenza l’avvertenza che le domande devono essere consegnate o spedite esclusivamente presso gli uffici del Collegio Nazionale di Forlì, città che viene così conosciuta in tutta Italia e visitata da centinaia di persone: infatti, per tutto il periodo di apertura dei termini di presentazione delle domande, è attivo un ufficio del Collegio Nazionale (presidiato da personale dedicato) per informazioni, colloqui personalizzati e per la raccolta delle domande stesse.

La “curiosità” di capire poi perché le domande vadano inviate a Forlì (e non a Roma, presso il Ministero, come in tutti gli altri casi di esami similari) è un altro di quegli elementi che produce un discreto interesse verso questa città da parte di chi riceve le informazioni.

Particolarmente significativi i dati delle domande 2012 complessivamente pervenute che, in un momento di grave crisi economica e con il numero dei laureati complessivamente in calo, sono da record.

Ecco i dati. Rispetto alle 798 domande del 2011 quelle pervenute nel 2012 sono state 943, registrando un +18,17%, un incremento ancor più significativo ove si consideri che il numero dei nuovi soggetti interessati agli esami, in linea con il trend generale, è nel frattempo calato di circa il 10% (Il rapporto del XIV Profilo dei laureati italiani di AlmaLaurea presentato a Roma il 21 maggio 2012, parla di una netta diminuzione di coloro che decidono di avventurarsi tra le aule universitarie: a 19 anni soltanto il 29% dei ragazzi decide di iscriversi a un corso di laurea, con una diminuzione delle immatricolazioni del 15%).

Questi risultati consentono al Collegio Nazionale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati di qualificarsi, per il secondo anno consecutivo, come il primo Albo professionale del settore come numero di candidati ed il terzo il assoluto (dopo Ingegneri ed Architetti) preferito nelle scelte dei laureati di primo livello.

Benché il principale canale formativo di provenienza dei candidati agli esami abilitanti 2012 resti naturalmente quello Agrario (con il 63,4 per cento degli iscritti all’esame abilitante), si avvicina alla metà del totale la somma dei laureati provenienti da altri canali: dal Naturalistico-ambientale è infatti giunto il 15,4 per cento delle domande, dall’agro-zootecnico il 7,8 per cento, mentre sia dal Biotecnologico-agrario sia dall’Economico-ingegneristico sono pervenute il 6,7 per cento delle iscrizioni.

Una differenziazione lusinghiera, risultato, anche, delle convenzioni che il Collegio Nazionale degli Agrotecnici e Agrotecnici laureati continua a stipulare con gli Atenei italiani, per consentire lo svolgimento del tirocinio professionale prima del conseguimento della laurea (i corsi di laurea convenzionati sono ad oggi sono 133, realizzati in 25 diversi Atenei).
Un successo che è frutto del comprovato impegno profuso nella tutela degli iscritti oltre che dell’ottimo lavoro svolto in coordinamento con i Collegi provinciali distribuiti sul territorio nazionale.

Molto importante anche l’attività di tutela che il Collegio svolge nei confronti degli iscritti e che si concretizza da sempre nel puntuale intervento del Collegio in tutti quei casi in (bandi di concorso, finanziamenti pubblici…) in cui le loro competenze professionali sono lese o negate.
Il Collegio è poi costantemente aggiornato sul quadro delle norme legate al mondo delle professioni in modo da poter consigliare agli iscritti, soprattutto ai più giovani, le formule più adatte, a seconda della situazione, per avviare o rilanciare la propria carriera, come ad esempio la società tra professionisti prevista dalla recente legge di stabilità nel caso di neolaureati che non desiderano investire capitali.

Anche dal punto di vista economico, l’Albo degli Agrotecnici si presenta come un buon “investimento”, a partire dalla quota di iscrizione, probabilmente la più bassa in assoluto, per arrivare alla solida Cassa di previdenza dell’Albo. Da sempre in utile, già nel 2010 uno studio del Ministero del Welfare l’ha individuata, infatti, come quella che offre in proiezione la più alta garanzia di copertura delle pensioni nel settore. È grazie a tutte queste peculiarità, se la famiglia dei “colletti verdi” è sempre più numerosa.
Oltre ai diplomati in agraria da Istituti professionali e tecnici (e soggetti equipollenti), all’Albo possono accedere i laureati di primo livello di una delle seguenti Classi: L-2 Biotecnologie (oppure ex Classe 1); L-25 Scienze e tecnologie agrarie e forestali (oppure ex Classe 20); L-26 Scienze e tecnologie agro-alimentari (oppure ex Classe 20); L-21 Scienze della pianificazione territoriale, urbanistica, paesaggistica e ambientale (oppure ex Classe 7); L-32 Scienze e tecnologie per l’ambiente e la natura (oppure ex Classe 27); L-7 Ingegneria civile e ambientale (oppure ex Classe 8); L-38 Scienze zootecniche e tecnologie delle produzioni animali (oppure ex Classe 40); L-18 Scienze dell’economia e della gestione aziendale (oppure ex Classe 17).

Con il Comune di Forlì l’Albo ha in prospettiva un rafforzamento della collaborazione istituzionale, ad esempio prevedendo di inviare e distribuire, in occasione degli esami 2013 ovvero già durante i Corsi preparatori agli esami 2012, materiale di promozione ed informazione turistica. “Fare sistema” è infatti la strada migliore per affrontare i momenti di crisi.

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