Michele Placido e “Re Lear” aprono la stagione del teatro Diego Fabbri di Forlì

Gli spettacoli sono in programma nelle serate di giovedì 15, venerdì 16, sabato 17 novembre e nel pomeriggio di domenica 18 novembre. Lear non è un testo, Lear è un mondo, è il Mondo, è la distruzione del Mondo, l’Apocalisse e infine la successiva, appena possibile, rinascita.

MICHELE PLACIDO E “RE LEAR” APRONO LA STAGIONE DEL TEATRO DIEGO FABBRI DI FORLI’

Gli spettacoli sono in programma nelle serate di giovedì 15, venerdì 16, sabato 17 novembre e nel pomeriggio di domenica 18 novembre

Sarà Michele Placido con lo spettacolo “Re Lear” di William Shakespeare ad aprire la nuova stagione del Teatro Diego Fabbri di Forlì. Un grande attore e uno grande classico che saranno protagonisti delle quattro tappe forlivesi previste per le serate di giovedì 15, venerdì 16 e sabato 17 novembre 2012 (inizio alle ore 21) e per il pomeriggio di domenica 18 novembre 2012 (ore 16). Lear non è un testo, Lear è un mondo, è il Mondo, è la distruzione del Mondo, l’Apocalisse e infine la successiva, appena possibile, rinascita.

Biglietteria
La prevendita è in corso alla Biglietteria del Teatro Diego Fabbri di via Dall’Aste n.18, a Forlì. Si accettano prenotazioni telefoniche presso la biglietteria diurna 0543.712170 712172 dalle ore 15.30 alle ore 18.30. PLATEA: Intero 25,00 euro – Ridotto 22,00 euro – Ridotto Bac Fondo per la Cultura 22,00 euro. Carta Giovani e Under 14 (3°settore) 14,00 euro. GALLERIA: Intero 21,00 euro – Ridotto 19,00 euro – Ridotto Bac Fondo per la Cultura 19,00 euro. Carta Giovani e Under 14 13,00 euro.

Scheda dello spettacolo
Al principio del XVII secolo le teorie di Keplero, Galilei, Hobbes, unite alle idee di Giordano Bruno ed altri, stavano prepotentemente rivoluzionando il modo di vedere il mondo da parte dell’uomo. Improvvisamente la Terra diveniva una parte infinitesimale del creato, non più al centro dell’universo, ma una “palla di terra e acqua” vagante nell’infinito.

Shakespeare sembra assorbire questo sentimento terrorizzante dell’uomo di fronte al Cosmo, per restituirci quell’immensa metafora della condizione umana che è il Re Lear. All’inizio del dramma Lear rinuncia al suo ruolo, consegna il suo regno nelle mani delle figlie, si spoglia dell’essere Re, pilastro e centro del mondo, per tornare uomo tra gli uomini. Ma questa scelta viola le regole che organizzano l’universo, così il Mondo va fuor di sesto, e quel che ne segue sono “azioni innaturali che generano tormenti innaturali”: figli contro padri, follia, violenza, nel contesto di una natura sconvolta e tutt’altro che benigna.

Ma perché tutto questo? Che cosa muove i personaggi? Nonostante nel Re Lear si possano individuare tanti temi quanti sono gli aspetti dell’essere umano, il motore fondamentale di questa Tragedia da fine del mondo, è l’amore. Lear è una tragedia dell’amore, tutti vogliono amore, tutti pretendono amore, un amore abnorme, che porta distruzione e morte, crea mostri: nel Re Lear, così come nel mondo, tutti i personaggi sono mossi dall’amore in tutte le sue sfaccettature.

13.11.2012
Foglio Notizie n. 651

Tag:, ,

Parla con Noi

Contatta la redazione : redazione@informaforli.it.

Rimani aggiornato in tempo reale sulle ultime notizie con RSS Feeds

Collegamenti

Comune di Forli' - Portale Istituzionale

Forli' Ambiente - Portale Tematico sulle politiche ambientali

TAG