Memoriale sull’autovelox. Ovvero: come ridurre a zero l’incidentalità in un luogo pericoloso

Intervento del Sindaco di Forlì Roberto Balzani e della Comandante della Polizia Municipale Elena Fiore, partendo dai dati per l’intero 2011, necessari all’Amministrazione per comparare e per documentare.

MEMORIALE SULLO’AUTOVELOX. OVVERO: COME RIDURRE A ZERO L’INCIDENTALITA’ IN UN LUOGO PERICOLOSO

Memoriale sull’autovelox. Ovvero: come ridurre a zero l’incidentalità in un luogo pericoloso

Prima della premessa. Perché rispondere adesso? Perché, come si vedrà, adesso abbiamo i dati per l’intero 2011, necessari all’Amministrazione per comparare e per documentare. Insomma, per rendere conto davvero. Non aveva senso offrire dati parziali: ci auguriamo che l’interpretazione si eserciti su questi elementi.

Premessa. L’individuazione dei tratti di strada ove è possibile installare dispositivi di controllo del traffico per l’accertamento a distanza della velocità viene effettuata con apposito decreto del Prefetto, sulla base di una sua valutazione preventiva, che tiene conto dell’elevato livello di incidentalità e della difficoltà di procedere alla contestazione immediata sulla base delle condizioni strutturali e di traffico. L’accurata e preventiva valutazione viene effettuata dalla Polizia Stradale e dall’ente proprietario della strada (ANAS). Quindi: tre soggetti hanno “dato il via”, prima di mettere gli autovelox: Anas, Polizia Stradale e Prefettura.

L’autovelox era omologato? Certo. Quanto è costato? Le spese sostenute per la messa in opera della postazione di Villa Rovere, a mo’ d’esempio, ammontano a euro 3.210,00. Si fa presente inoltre che il cosiddetto “armadio” era già giacente da alcuni anni nel magazzino del Comune.

Qual era l’incidentalità a Villa Rovere? Usiamo il freddo linguaggio delle cifre: fra il 2008 e il 2010 gli episodi sono stati n. 7, di cui SEI rilevati nel tratto corrispondente al Km 183+500, ove è collocata l’apparecchiatura per il rilevamento delle velocità (raggio di 100 metri dalla medesima). Di questi 6 incidenti, n. 5 sono con lesioni (feriti n. 5 per un totale di gg. 72 di prognosi). E ora, Durazzanino: nel 2008-10 gli incidenti sono stati n. 5, di cui QUATTRO rilevati nel tratto corrispondente al Km 199+500, ove è collocato l’autovelox. Di questi, n. 4 sono con lesioni (feriti n. 5 per un totale di gg. 106 di prognosi). Gli incidenti rilevati su tutta la SS 67 che attraversa il territorio di Forlì, nel triennio 2008-2010, sono stati n.149, di cui n. 3 mortali e n. 118 con lesioni. Questo è ciò che risulta all’archivio della sola Polizia Municipale.

Qual è stata l’incidentalità dopo, nei medesimi tratti, tenendo conto che i due autovelox hanno funzionato dal 2 luglio al 6 ottobre, data in cui sono STATI SPENTI? ZERO . L’autovelox ha funzionato, quindi, sia come strumento per sanzionare il superamento del limite, sia come deterrente (dai primi di ottobre in poi).

E ora veniamo ai risultati dell’autovelox nel periodo di attivazione dei due dispositivi (ripetiamo: da luglio ai primi di ottobre e poi spenti e mai più riaccesi): a Villa Rovere: n. 7.594 violazioni – somma accertata pari a euro 764.834, di cui 486.166,50 già incassati; a Durazzanino: n. 7.093 violazioni – somma accertata pari a euro 763.180,67, di cui 490.574,27 già incassati. Chi sono? Se le n. 7.594 violazioni accertate a Villa Rovere vengono classificate in base alla residenza, n. 985 sono state notificate a residenti a Castrocaro, pari al 13,00%; n. 2.909 sono state notificate a residenti a Forlì, pari al 38,3 %; n. 3.700 sono state notificate a residenti di altre città, pari al 48,7%. Sono tante? Sono tantissime. Perché? Perché chi transita per quei tratti della SS 67, in coincidenza con gli abitati, va troppo forte. Bisogna ricordarglielo.

Infatti, da una rilevazione statistica effettuata in data 9 gennaio 2012 a Villa Rovere, decorsi tre mesi dallo spegnimento dell’apparecchiatura, si deduce che il 17% dei veicoli transitanti supera ancora il limite di velocità di 50 km/h.

Perché gli autovelox sono stati spenti? Perché la Polizia Stradale, in data 6 ottobre, comunica alla Prefettura un suo dubbio circa il decreto del 23 dicembre 2008, in quanto i tratti individuati non risultano classificati dal proprietario della strada (ANAS), pur possedendo tutte le caratteristiche necessarie. Problema tecnico-burocratico, interno all’amministrazione statale. Abbiamo spento immediatamente. Quando sarà presa una decisione dalle autorità competenti, a quella ci atterremo. Ripetiamo: a noi interessa soprattutto raggiungere il fine. Tant’è che abbiamo chiesto all’ANAS l’autorizzazione ad installare, in località Villa Rovere e Durazzanino, pannelli luminosi indicanti la scritta “rallentare”, al fine di ridurre l’elevata e costante velocità dei veicoli che percorrono la SS 67 nei tratti urbani: come richiesto dai residenti, i quali peraltro sono sempre stati nel complesso favorevoli agli autovelox.

Sono valide le multe? Essendo state elevate in vigenza di decreto prefettizio, ovviamente lo sono.

Nel frattempo, però, si costituisce un comitato (che “racchiude i multati”: così il “Resto del Carlino”, 13 gennaio 2012), il quale indirizza una petizione all’Amministrazione comunale di Forlì e al Prefetto di Forlì-Cesena, in data 8 novembre 2011, chiedendo: la rimozione dell’autovelox di Villa Rovere (spento oltre 30 giorni prima della petizione); l’annullamento di tutte le contravvenzioni elevate.

Incrociando i dati dei 1.251 firmatari la petizione con i dati dei trasgressori, cui sono state contestate le violazioni a Villa Rovere, si è appurato che solo 240 nominativi compaiono tra i REALI “multati” (a onor del vero, la verifica è stata effettuata su 1.236 firme poiché n. 15 sono illeggibili), pari al 19,40 % dei firmatari. Nella migliore delle ipotesi, dobbiamo considerare gli altri sottoscrittori “multati potenziali”?

Appare chiaro, dai dati sulle contravvenzioni effettuate e dal fatto che a Durazzanino non è accaduto nulla di simile (comitati o altro), che l’affermazione di Alessandro Rondoni (“Resto del Carlino”, 12 gennaio 2012): “E’ ormai evidente che Castrocaro è colpita per motivi politici”, è da intendersi in senso rovesciato: a Castrocaro, considerato il labile legame fra i firmatari della petizione e gli effettivi trasgressori, si è forse tentata da qualcuno la politicizzazione di un atto puramente tecnico-amministrativo. Discusso e discutibile, come tutto: ma certamente NON DI NATURA POLITICA.

E’ importante notarlo, perché alzare artificialmente la temperatura politica sulla questione della SICUREZZA, nell’Italia di oggi, è cosa palesemente irresponsabile, che non giova alla discussione sulla realtà e sul merito delle cose. I problemi esistono e sono tanti: cominciamo da quelli. E da quello che per noi è fondamentale: COME SPINGERE LE PERSONE A GUIDARE CORRETTAMENTE?

Roberto Balzani, Sindaco di Forlì
Elena Fiore, Comandante della Polizia Municipale di Forlì

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