Il Comune di Forlì ha anticipato la norma sulla presenza femminile nelle partecipate, le donne sono il 26% nei C.d.A. e il 28% nei collegi sindacali

L’impegno mio e dell’Amministrazione Comunale – conclude Maltoni – al di là dei positivi risultati del Comune di Forlì che in pochi anni ha più che raddoppiato le presenze femminili nelle società partecipate, continuerà per sensibilizzare, anche con iniziative ed azioni mirate, le realtà che oggi appaiono meno attive sul tema del riequilibrio di genere.

IL COMUNE DI FORLI HA ANTICIPATO LA NORMA SULLA PRESENZA FEMMINILE NELLE PARTECIPATE, LE DONNE SONO IL 26 % NEI CDA E IL 28 % NEI COLLEGI SINDACALI

Il Comune di Forlì, indicato nel 2010 come “Città più rosa d’Italia” dal Forum della Pubblica Amministrazione per la presenza paritaria nella giunta e nel consiglio, ha introdotto fin dal 2009 strumenti innovativi per promuovere la presenza delle donne nelle società partecipate dall’ente. Infatti con una modifica agli “Indirizzi per nomine e designazioni del Comune presso enti, aziende, istituzioni, fondazioni e società” approvata dal consiglio comunale pochi mesi dopo l’insediamento della giunta Balzani, oltre ai principi di competenza e trasparenza nelle nomine, è stato introdotto un criterio complessivo di riequilibrio di genere.

“Questa modifica – spiega l’assessora alle Pari Opportunità Maria Maltoni -  è frutto di una chiara volontà politica rivolta a valorizzare la presenza e le competenze femminili ed ha prodotto risultati importanti; infatti oggi le donne sono il 26% nei consigli di amministrazione ed il 28% nei collegi sindacali di società ed enti partecipati  dal Comune di Forlì. Se pensiamo che in Italia le donne sono il 4 % nei cda delle aziende pubbliche ed il 7% nelle società quotate, la differenza è notevole. Certo si tratta di andare ancora oltre nella prospettiva di applicazione della normativa nazionale, il cui regolamento attuativo è in itinere e che dovrebbe prevedere al primo rinnovo la presenza del 20% del genere meno rappresentato ed al successivo del 33%.

Personalmente ho più volte segnalato l’importanza per le donne di inviare il proprio curriculum ogni volta che sono aperti bandi di selezione per nomine pubbliche. Certo, il fatto che nelle professioni e competenze tecniche le donne siano meno presenti, rischia a volte di penalizzarle nella scelta, come accade anche nel mercato del lavoro alle neolaureate. Ciò che sconcerta è che ci sono strutture e organizzazioni che hanno nella loro compagine sociale numerose presenze femminili, che sembrano non accorgersi che l’aver organismi composti solo da uomini, li priva dell’arricchimento che viene dallo sguardo diverso dei due di generi. Ormai la scusa che le donne non vogliono accettare incarichi non regge più, anche se per loro risulta spesso più impegnativo a causa dei carichi di lavoro familiare non equamente divisi. Si tratta di un dato culturale di arretratezza che purtroppo caratterizza il nostro Paese, rispetto ad altre realtà.

Recenti studi statistici hanno evidenziato che le aziende che hanno donne nei cda sono più innovative e che le banche con donne nei cda sono state meno propense ad iniziative con capitali di rischio speculativi e quindi hanno attraversato meglio la crisi finanziaria. L’impegno mio e dell’Amministrazione Comunale – conclude Maltoni – al di là dei positivi risultati del Comune di Forlì che in pochi anni ha più che raddoppiato le presenze femminili nelle società partecipate, continuerà per sensibilizzare, anche con iniziative ed azioni mirate, le realtà che oggi appaiono meno attive sul tema del riequilibrio di genere”.

21.08.2012
Foglio Notizie n. 482

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