25 novembre | Alla fabbrica delle Candele “Atto unico” edizione 2012/2013

Alle ore 18.00 Dibattito e aperitivo con esperti del settore sul tema: “Violenza sui minori”. Alle ore 21.00 “Hamelin” da Juan Mayorga

DOMENICA 25 NOVEMBRE ORE 21
Fabbrica delle Candele
Piazza Corbizzi- Forlì

ATTO UNICO
Fabbrica delle Candele – Forlì
Teatro Delle Forchette

Ore 18
Dibattito e aperitivo con esperti del settore sul tema: “Violenza sui minori”
Parteciperanno:
Davide Drei (Ass. Welfare – Forlì)
Dott. Carlo Ghezzi (Psicologo)
Simone Toni (Regista)
Moderatore: Marco Viroli

Ore 21
“Hamelin”
da Juan Mayorga
Regia di Simone Toni

info e prenotazioni : 339/7097952 – 347/9458012 -
info@teatrodelleforchette.it
Ingresso: 10,00 euro – ridotto 5,00 euro

Una compagnia di attori arriva in uno spazio vuoto con le quattro casse che si portano in tournèe. Entrano in ritardo, il pubblico è già presente, hanno una storia  importante da raccontare e devono inventarsi un modo per  rivelarla agli spettatori arrangiandosi con quello che hanno, per poi  ripartire verso un altro teatro. È questa l’idea che sta alla base della nostra messa in scena. Uno degli aspetti teatrali più affascinante di questo  testo infatti è la presenza di un personaggio anomalo: l’Acotador, tradotto in italiano come il Didascalista.

Un personaggio che descrive tutto ciò che non si vede: i luoghi attraversati dai personaggi, gli oggetti che usano, i silenzi fra le battute, lo scorrere del tempo e molto altro. Mayorga attraverso il Didascalista spiega al pubblico quali dovrebbero essere il senso e la funzione del teatro di oggi. Un teatro che in questo momento di crisi non si può permettere scenografie, costumi né effetti di luce ma che deve tornare alle origini, contando solo sugli attori e sulla necessità di rappresentare

L’Uomo all’Uomo. Nella nostra messa in scena abbiamo cercato di rendere ancora più necessario l’intervento di questa figura, facendone una sorta di regista che accompagna gli attori come durante una prova.


Mayorga definisce Hamelin “la storia di una città che non ama i suoi bambini”. Come rivela il titolo, l’opera rilegge in chiave contemporanea la famosa fiaba del pifferaio “magico” che con la musica del suo flauto mette in fuga i topi che infestano la città di Hamelin.

La città, mostratasi irriconoscente nei confronti del pifferaio, viene punita dall’uomo che si vendica portando via tutti i bambini. Mayorga prende spunto da questa celebre fiaba per raccontarci una storia di grande attualità. Un giudice indaga su un caso particolarmente grave e lo spettatore, trasportato in una vicenda scomoda, sente il bisogno da subito, proprio come accade nella vita, di individuare un colpevole e un salvatore. Via via che il tempo passa però le domande e i dubbi aumentano. Personaggi e spettatori rimangono sospesi nell’incertezza, incapaci di trovare risposte univoche, immersi nell’incapacità di distinguere cosa sia giusto e cosa sbagliato, chi sia innocente e chi colpevole.

Attraverso temi attualissimi come l’influenza pericolosa dei media e i gravi danni che può provocare un uso sbagliato dellinguaggio, Hamelin ci fa riflettere sull’inadeguatezza dell’uomo a definire e a comprendere la complessità della natura umana mettendo in luce una delle
caratteristiche più affascinanti che regolano la nostra società: la relatività del concetto di verità.

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