31 gennaio 2011 parte la raccolta rifiuti porta a porta nei primi quartieri

porta a porta La raccolta domiciliare è un esempio concreto di responsabilità intergenerazionale, un modo per non lasciare in eredità pesanti impronte sul territorio.
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Ambiente Forlì

Forlì fa la differenza, un grande progetto per il territorio forlivese
Intervento dell’Assessore all’Ambiente Alberto Bellini

“Lunedì 10 gennaio 2011 il Consiglio comunale ha approvato il primo importante passaggio del progetto di gestione del ciclo integrato dei rifiuti nel nostro territorio, stabilendo che la modalità di raccolta dei rifiuti sarà domiciliare. La realizzazione della raccolta domiciliare sarà specificata in successivi atti in accordo alle caratteristiche e alle esigenze dei singoli agglomerati.
Per la zona 1 (Ronco, La Selva, San Leonardo) il servizio sarà avviato il 31 gennaio 2011, per la zona 2 a giugno 2011, per la zona 3 a ottobre 2011.
La raccolta domiciliare è un mezzo per raggiungere importanti risultati ambientali ed economici, non un obiettivo.
I risultati attesi sono di tre tipi:
A. vantaggi ambientali (attraverso la riduzione di materiale inviato ad incenerimento o discarica, e la diffusione di materie prime seconde);
B. un opportunità di coesione sociale;
C. un opportunità di sviluppo economico del territorio, attraverso la realizzazione di un distretto forlivese del recupero e riciclo di materiali.

Anche se queste motivazioni sono largamente condivise vi sono molte perplessità che si possono sintetizzare nelle tre domande cui, in successione, vorrei rispondere:

1) Per quale motivo è necessario utilizzare una modalità di raccolta domiciliare e non è possibile estendere o adattare la raccolta stradale?
La raccolta domiciliare è l’unico strumento che consente di raggiungere percentuali di recupero di materiale superiore al 30-40%. Attualmente recuperiamo circa il 36% del materiale raccolto a causa della contaminazione tra le singole frazioni differenziate.
La raccolta domiciliare consentirà di differenziare il 70% del materiale e di recuperare oltre il 56% del materiale raccolto. I dati dei Comuni di Bertinoro e Forlimpopoli sono l’ennesima conferma di questi risultati, ottenuti attraverso la responsabilizzazione e la sensibilizzazione delle singole famiglie. Inoltre, la realizzazione di un distretto del riciclo nel nostro territorio richiede la disponibilità di una massa critica di materiale, che renda economicamente sostenibili gli investimenti per la realizzazione degli impianti di trattamento e recupero. L’introduzione della raccolta domiciliare consente il raggiungimento di questa massa critica.

2) Come si ottengono benefici economici, dal momento che la raccolta domiciliare comporta un aumento dei costi del servizio di raccolta?
Le esperienze di altri territori mostrano che i costi del solo servizio di raccolta sono superiori adottando una modalità domiciliare. Tali aumenti sono compensati dalla riduzione dei costi di smaltimento e dalla riduzione delle quantità di rifiuto. La riduzione si ottiene per effetto delle politiche di riduzione all’origine, con la responsabilizzazione degli utenti, e con la diffusione del compostaggio domestico, che riduce lo scarto organico raccolto. La regione Lombardia ha pubblicato a inizio del 2010 un rapporto sulla “Valutazione statistico-economica dei modelli di gestione dei rifiuti urbani”. Vengono comparati i sistemi di raccolta stradali e quelli domiciliari su una base statistica significativa (in Lombardia circa il 70% dei comuni adotta il metodo domiciliare). In termini di percentuale di raccolta differenziata i valori medi passano dal 30,5 % al 53,2% per la domiciliare. In termini di produzione totale di rifiuti vi è una diminuzione del 10% circa con la raccolta domiciliare. In termini di tariffa, mediamente il sistema a cassonetti stradali comporta costi superiori a quello domiciliare nella misura di circa il 7%. Tutti i confronti sono realizzati con un’accurata normalizzazione dei dati dei singoli territori, spesso diversi per caratteristiche e numerosità.
Tuttavia, nei primi anni di realizzazione della raccolta domiciliare si verificherà un aumento di costi, perché si dovranno ammortizzare i costi fissi dovuti all’acquisto dei contenitori domiciliari e alla conversione dei mezzi di raccolta. D’altra parte i vantaggi economici derivanti dalla riduzione dei costi di smaltimento e dalla riduzione dei rifiuti si realizzeranno quando sarà terminata la fase di avvio. Nel nostro comune la tariffa aumenterà del 6% nel 2011, mentre a livello nazionale Adusbef (Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari Finanziari Assicurativi Postali) e Federconsumatori hanno stimato che la tariffa rifiuti aumenterà mediamente del 7-8%.

3) Quali benefici ambientali si ottengono nel periodo transitorio, prima della realizzazione compiuta del distretto del riciclo?
I benefici ambientali sono una diretta conseguenza del progetto di raccolta domiciliare. Per il solo Comune di Forlì l’aumento del 20% del materiale riciclato si traduce in una riduzione di materiale avviato a discarica o inceneritore, pari a 20.000 tonn/anno di rifiuto. Tale quantità corrisponde all’occupazione di un’area di territorio pari a circa 10 condomini di medie dimensioni ogni anno. Tale quantità è sufficiente ad esaurire una discarica di medie dimensioni (es. Bologna Baricella) in meno di 50 anni. Analoghe considerazioni valgono per la riduzione delle emissioni degli inceneritori.
Si tratta di un esempio concreto di responsabilità intergenerazionale, un modo per non lasciare in eredità pesanti impronte sul territorio.

L’amministrazione comunale è disponibile prima, durante e dopo lo sviluppo del progetto per ascoltare e adattare il progetto alle esigenze del nostro territorio. Abbiamo sviluppato un modello Forlì, che è stato presentato a dicembre per la zona 1, in cui vi sono alcune caratteristiche nate dal confronto con i cittadini, le parti sociali e le rappresentanze di tutte le categorie:
- contenitori di quartiere dedicati alla raccolta delle frazioni organiche e pannolini
- compostiere per la frazione organica
- servizio a richiesta per sfalci e potature
- servizi per i condomini (portierato e pulizia contenitori)

La realizzazione di un distretto del riciclo nel nostro territorio potenzialmente significa realizzare una piattaforma di selezione e due o tre impianti di trattamento delle frazioni organiche e secche. L’esperienza di Vedelago (TV) ci mostra che il distretto ha successo se si crea un collegamento forte, ad esempio in forma di consorzio, tra le aziende che trattano i rifiuti e gli utenti finali delle materie prime seconde. Nel trevigiano l’indotto collegato al centro di riciclo ha consentito l’inserimento lavorativo di oltre 8.000 persone. “Forlì fa la differenza” rappresenta un concreto esempio del modello di sviluppo responsabile che l’amministrazione Balzani propone per il territorio forlivese”.

UFFICIO STAMPA DEL COMUNE DI FORLI’
15.01.2011
Foglio Notizie n. 6

Il comunicato di HERA: 'Forlì fa la differenza': iniziata con l'organico la raccolta domiciliare nella zona 1

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