Del tutto inesatti i calcoli della Confesercenti sulla occupazione di suolo pubblico”

Dichiarazione congiunta dell’Assessora al Bilancio e dell’Assessora alle Attività Produttive del Comune di Forlì.

“Del tutto inesatti i calcoli della Confesercenti sulla occupazione di suolo pubblico”:dichiarazione congiunta dell’Assessora al Bilancio e dell’Assessora alle Attività Produttive del Comune di Forlì.

In una nota a firma dell’Assessora al Bilancio Emanuela Briccolani e dell’Assessora alle Attività Produttive Maria Maltoni, il Comune di Forlì esprime sorpresa per i dati comunicati alla stampa dalla Confesercenti. Infatti l’associazione, che non aveva partecipato all’incontro con le categorie economiche sulla predisposizione del bilancio preventivo convocata dal comune di Forlì il 15 dicembre 2010, è stata già riconvocata sul medesimo argomento dall’Assessora al Bilancio, per il prossimo 16 febbraio. “Non c’ è quindi alcuna volontà da parte della amministrazione di evitare il confronto. Nel merito dei dati forniti dall’Ufficio tributi del Comune, l’occupazione di suolo pubblico nel 2011 per gli ambulanti è Forlì è di 46,95 euro al metro quadro e la media regionale è di 61,49 euro. Il costo annuo medio per un posteggio di 32 mq per 52 giornate nel 2010 è stato di 475 euro a Forlì, 466 a Cesena e 402 a Ravenna. Per il 2011 tale costo sarà di 522 euro a Forlì, 471 a Cesena e 402 a Ravenna. L’aumento per un ambulante che svolge il mercato a Forlì è di 47 euro, non è un importo tale da mettere in crisi una attività commerciale. Per ciò che riguarda l’occupazione di suolo pubblico da parte dei pubblici esercizi, il regolamento comunale, proprio per venire incontro alle esigenze di animazione e vivacità della città, prevede una scontistica, che è stata mantenuta anche per il 2011. Un pubblico esercizio che occupa uno spazio esterno di 50 mq per 3 mesi nel 2010 ha pagato a Forlì 579 euro e all’anno 704, a Cesena 1593 euro per 3 mesi e 5287 annui, a Ravenna per 3 mesi 868, annuale 3522. Lo stesso esercizio pubblico, nel 2011 pagherà a Forlì 637 per 3 mesi ed all’anno 775; a Cesena 1606 euro per 3 mesi e 5340 euro all’anno; a Ravenna 868 euro per 3 mesi e 3522 annuali. Quindi per un bar di Forlì l’aumento è di 71 euro annui. Anche in questo caso l’aumento non è certo spropositato, anche se è evidente che tutta l’economia ed il commercio in particolare vivono una fase di crisi. A fronte, però, dei tagli del governo ai bilancio comunale e dell’aver mantenuto i livelli di servizi ai cittadini più bisognosi ed alle famiglie, riteniamo che anche il sacrificio richiesto ai commercianti possa essere sopportabile”.

UFFICIO STAMPA DEL COMUNE DI FORLÌ
11.02.2011
Foglio Notizie n.32

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