Decreto energia da fonti rinnovabili: lettera aperta dell’Assessore all’Ambiente del Comune di Forlì Alberto Bellini al Ministro Romani

L’assessore Bellini ha inviato una lettera aperta al Ministro Romani per esprimere preoccupazione per il settore fotovoltaico e formulare alcune proposte di modifica del decreto.

DECRETO ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI: LETTERA APERTA DELL’ASSESSORE ALL’AMBIENTE DEL COMUNE DI FORLI’ ALBERTO BELLINI AL MINISTRO ROMANI

Il 3 marzo scorso il Governo nazionale ha approvato, in via definitiva, lo schema di decreto legislativo in attuazione della direttiva europea 2009/28 sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili. L’assessore Bellini ha inviato una lettera aperta al Ministro Romani per esprimere preoccupazione per il settore fotovoltaico e formulare alcune proposte di modifica del decreto. Questo il testo della lettera:

Gent. Ministro,

il comune di Forlì ha realizzato un piano di investimenti per l’anno 2011 fortemente orientato allo sviluppo delle politiche energetiche, e in particolare alla produzione di energia da fonti rinnovabili.

In seguito all’approvazione del decreto 6 agosto 2010 (Incentivazione della produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare) è stato sviluppato un piano preliminare degli investimenti, che prevede la realizzazione di impianti fotovoltaici presso edifici e parcheggi di proprietà comunale per circa 6 M€. Tali impianti saranno collocati e integrati nelle strutture già esistenti (scuole, edifici e parcheggi) e saranno in grado di provvedere al fabbisogno energetico degli edifici su cui sono stati installati.

Con la presente le esprimo la mia forte preoccupazione circa le conseguenze e gli effetti che il decreto produrrà nel settore del fotovoltaico. I progetti della nostra amministrazione sono sospesi, in attesa della definizione dei nuovi incentivi, in accordo al decreto in oggetto. Solo nel nostro territorio provinciale si stima che questa situazione metterà a rischio investimenti pari a circa 50 M€ e produrrà un forte impatto negativo sull’occupazione.

Per questo le segnalo l’esigenza di sciogliere l’incertezza e di indicare a breve i nuovi parametri e livelli di incentivazione per gli impianti.

In generale, trovo apprezzabile il tentativo di rendere autonomo il settore delle energie rinnovabili, definendo un percorso che porti alla riduzione dei contributi, fino alla loro eliminazione. Fondamentale è il principio di responsabilità introdotto dall’art. 21 comma 3 e il limite posto all’uso di territorio. La regione Emilia Romagna, ad esempio, ha recentemente

deliberato una disciplina per l’individuazione delle aree idonee all’installazione degli impianti fotovoltaici (Delibera assemblea legislativa n. 28 del 6 dicembre 2010), che limita la massima estensione degli impianti fotovoltaici all’interno delle aree agricole. La pianificazione nel settore delle politiche energetiche e del territorio è un punto fondante, che non può essere sostituito da altre considerazioni.

Per rendere autonomo il settore, ridurre possibili speculazioni e perseguire gli obiettivi della 2009/98/CE si potrebbero adottare semplici criteri che non richiedono la brusca sospensione prodotta dal decreto in oggetto:

* stabilire un limite minimo di autoconsumo di energia elettrica per gli impianti di taglia superiore a 20 kW.

* vincolare la realizzazione di impianti fotovoltaici di taglia maggiore a 100 kW alla riduzione dei consumi energetici della struttura o azienda che realizza l’impianto. In questo modo si favorirebbe la riduzione dei consumi energetici e si incentiverebbero investimenti nel settore dell’edilizia.

Ritengo che questi criteri potrebbero favorire la ripresa economica e facilitare il raggiungimento di importanti obiettivi energetici e ambientali. Purtroppo l’attuale formulazione del decreto rischia di bloccare un settore produttivo che nella regione Emilia-Romagna rappresenta un fatturato annuo di oltre 61 Miliardi di euro.

Cordialmente

Alberto Bellini

Assessore alla qualità ambientale e alle politiche energetiche

Comune di Forlì

14.03.2011
Foglio Notizie. 77

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