14 ottobre | Roberto Balzani presenta: Gli Ordelaffi. Signori di Forlì e Cesena di Sergio Spada

Insieme all’autore interverranno Gabriele Zelli e Marzio Casalini.

GLI ORDELAFFI. SIGNORI DI FORLI’ E CESENA DI SERGIO SPADA

Venerdì 14 ottobre 2011, alle ore 21.00 Salone Comunale, Piazza Saffi, Forlì
Roberto Balzani, sindaco di Forlì, presenta:

Gli Ordelaffi. Signori di Forlì e Cesena (Il Ponte Vecchio, 2011) di Sergio Spada

Insieme all’autore interverranno Gabriele Zelli e Marzio Casalini

Esce in questi giorni in libreria il libro che metterà il sigillo definitivo sulla storiografia della famiglia che regnò a Forlì tra il XIV e il XV secolo: Gli Ordelaffi. Signori di Forlì e Cesena.

Sergio Spada, massimo esperto vivente in materia, autore di altri importanti libri come Magnifico Signore – Pino III Ordelaffi, ultimo Signore di Forlì e Madonna Barbara – La vicenda di Barbara Manfredi tra storia e leggenda, si è dedicato negli ultimi dieci anni alla sistemazione del materiale raccolto per creare il racconto circostanziato e documentato della storia degli Ordelaffi.

Prima di lui lo fece Giuseppe Pecci per i Fratelli Lega di Faenza, ma, come scrive nella postfazione lo stesso Spada, nella stesura di questo libro l’autore, basandosi solo sulle testimonianze dell’epoca, ha intenzionalmente ignorato quel precedente studio che ha poi confrontato in sede di verifica.

Qualcosa va detto anche dello sforzo editoriale del «Ponte Vecchio» di Cesena che sta ricuperando un patrimonio di storia e tradizioni romagnole che in molti casi rischierebbe di andare perduto. Specialmente con questa collana per la quale anche il sottoscritto ha già scritto due volumi, Caterina Sforza, leonessa di Romagna (2008) e Signore di Romagna. Le altre leonesse (2010), e ne ha in uscita un terzo (I Bentivoglio. Signori di Romagna), gli editori Casalini si propongono di preservare dall’oblio la narrazione di quello che è stato il periodo di storia più fulgido per la nostra terra: il periodo signorile.

“Sarebbe riduttivo legare il nome degli Ordelaffi alla sola storia forlivese e cesenate: essi furono al centro della vita politica e militare dell’intera Romagna per oltre due secoli, come punto di riferimento per le maggiori potenze dell’Italia medioevale. La loro storia si intreccia con quella delle grandi signorie e dei principati della penisola, mantenendo pur sempre un carattere ben definito e, rara nel tardo medioevo italiano, un’incrollabile coerenza.

Ghibellini sempre, laici nel senso più moderno del termine, amati dal popolo, combattenti ma anche uomini di pace, seppero generare figure immortali come Scarpetta, Francesco il Grande, Pino III ed ebbero accanto donne straordinarie quali Cia degli Ubaldini, l’intrepida amazzone che difese la vecchia rocca di Cesena, e Barbara Manfredi, il cui tragico destino ancora oggi affascina e fa discutere i ricercatori.

Tuttavia non perseguirono quella visibilità che giovò invece a tanti personaggi contemporanei, molte volte di minore spessore. Basti pensare al tenace lavoro di autocelebrazione di altre famiglie signorili, i cui volti e i cui stemmi conobbero lo scalpello e il pennello dei maggiori artisti dell’epoca e la cui grandezza è ancor oggi misurata non solo, ma anche sulla grandezza di questi ultimi. Così, di loro, rimangono pochissimi ritratti.

Ciò che si propone questo libro è soprattutto di restituirne i ritratti almeno con la parola, là dove ormai è perduta l’immagine, salvaguardando il percorso avventuroso di una genealogia straordinaria”.

(Sergio Spada)

Sergio Spada, (Forlì, 1953) laureato in Lettere all’Università degli Studi di Bologna, è stato bibliotecario del Comune di Lugo e addetto stampa della Camera di Commercio di Forlì. Dal 1994 è funzionario del Servizio Politiche Culturali del Comune di Forlì. Già pubblicista, ha collaborato a quotidiani tra cui «Il Resto del Carlino», «La Gazzetta di Forlì», «Il Messaggero» e a riviste tra cui «Romagna Arte e Storia», «Il Melozzo», «La Piè», con articoli e saggi di storia, arte e cultura locali.

È autore di numerosi volumi tra cui Voltana Maggio 1910 (1981), Madonna Barbara – La vicenda di Barbara Manfredi tra storia e leggenda (1986), Agenda Storica di Forlì (1996 e 1997), Un fotografo nel Medioevo (1998), Magnifico Signore – Pino III Ordelaffi, ultimo Signore di Forlì (1999), Il Quattrocento in Romagna (2006), Dismarìe, personaggi e storie nella Forlì del Quattrocento (2009) e coautore o autore di saggi in altri volumi, tra cui La cultura umanistica a Forlì fra Biondo e Melozzo (Forlì 1995), Leonardo, Machiavelli, Cesare Borgia (2003), Le terre del Palmezzano (2006), Castrocaro: gli Statuti comunali del 1404 (2006) Il palazzo sotto il Monte (2007), Romagna 1270-1302. I tempi di Guido da Montefeltro e Maghinardo Pagani da Susinana (2009).

Cinque erano i titoli pubblicati finora dal «Ponte Vecchio» nella collana “Signori di Romagna”. Si è partiti a fine estate 2008 con Signorie di Romagna, ristampa del libro “cult” dell’inglese John Larner, esaurito ormai da anni. A questo sono seguiti il mio fortunato Caterina Sforza, leonessa di Romagna (uscito in occasione del cinquecentesimo anniversario della morte della signora di Forlì e Imola), Romagna 1270-1302 di Sergio Spada, in cui l’autore ha disquisito della Romagna dell’epoca pre-signorile, Signore di Romagna. Le altre leonesse, anche questo scritto dal sottoscritto, excursus in due secoli e mezzo di storia delle Signorie romagnole, riletta attraverso il racconto delle vicende delle donne che vi presero parte e vi diedero lustro. Quinta uscita è stata, alla fine del 2010, I Manfredi. Signori di Faenza in cui lo storico Fausto Renzi si è calato nelle narrazione delle vicende della celebre famiglia che per circa duecento anni dominò le sorti di Faenza.

L’importanza della collana “Signori di Romagna” sta nella sua intrinseca forza evocativa delle tradizioni popolari romagnole, dei costumi cavallereschi e delle consuetudini rustiche e bellicose della nobiltà locale, più in breve, dell’anima dei romagnoli del XIII, XIV e XV secolo.

L’interessante lettura di questi volumi è senz’altro consigliata a tutti, anche a chi ancora romagnolo non è, perché nato all’estero o in un’altra regione, ma che, spinto dal desiderio d’integrazione, è consapevolmente incuriosito dal valore della cultura storica della nostra regione, animato dal fuoco sacro della conoscenza e della voglia di approfondimento delle radici della terra in cui vive.

Perché, come scriveva Antonio Gramsci, è necessario conoscere il passato per comprendere il presente e costruire il futuro.

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