Porta a porta, tanto rumore per nulla

BelliniDichiarazione dell’Assessore all’Ambiente Alberto Bellini

UFFICIO STAMPA DEL COMUNE DI FORLÌ
lì, 30.09.2010
Foglio Notizie n. 422
 
PORTA A PORTA, TANTO RUMORE PER NULLA

Dichiarazione dell’Assessore all’Ambiente Alberto Bellini
 
La discussione sul sistema di raccolta rifiuti è uno degli argomenti di maggior interesse per la nostra città e questo, di per sé, è già un elemento molto positivo. La conversione del sistema di raccolta dalla modalità stradale a quella domiciliare è motivato da quattro principali obiettivi: sensibilizzare e responsabilizzare i cittadini sulle tematiche ambientali; rafforzare il senso di comunità e promuovere la partecipazione e il senso civico; realizzare un distretto del riciclo nel nostro territorio per favorire lo sviluppo economico; ridurre la quota di residuo secco destinato ad incenerimento o discarica.
E’ opportuno ricordare che la raccolta “porta a porta” è uno strumento, non un obiettivo. Uno strumento per aumentare la percentuale di materiale riciclato, rispetto a quello smaltito attraverso discariche o inceneritori. Si tratta dello strumento migliore in quanto la raccolta differenziata “stradale” consente di riciclare solo una piccola parte del materiale, a causa delle contaminazioni tra porzioni diverse (esempio parti di liquido nella carta, oppure ghiaia nell’organico). La raccolta domiciliare, invece, produce differenziato di ottima qualità e favorisce il riciclo diretto di materiale rispetto al recupero energetico, ottenuto con l’incenerimento.
La previsione di raccolta differenziata al 70% consentirà una significativa riduzione del residuo secco attualmente smaltito attraverso discariche o incenerimento. In particolare, per il solo Comune di Forlì, il residuo secco diminuirà da circa 50.000 tonnellate all’anno a 30.000 tonn/anno. La riduzione dell’uso di discariche ed incenerimento ha implicazioni dirette sulla qualità dell’ambiente e quindi sulla salute dei cittadini, come ci ricordano puntualmente i medici per l’ambiente.
Queste scelte influiscono direttamente nelle nostre abitudini quotidiane, ed è quindi comprensibile che vi siano dubbi, perplessità e preoccupazioni. Mi preme sottolineare inoltre che la scelta di realizzare la raccolta domiciliare è condivisa da tutte le forze politiche ad eccezione delle posizioni di singoli esponenti. Un esempio di questa trasversalità di consenso è emersa recentemente a Forlì nel corso di dibattiti pubblici con l’apprezzamento del porta a porta giunto da rappresentanti di diversi partiti: il sindaco di Verona Tosi  (Lega Nord), il sindaco di Trevignano Bonesso (PDL) e il sindaco di Forlimpopoli Zoffoli (PD).
La raccolta domiciliare viene realizzata in diversi comuni con modelli completamente diversi. Obiettivo dell’amministrazione è costruire il modello Forlì, prendendo spunto dai territori che già utilizzano questo metodo per evitare gli errori e adattare il loro modello al nostro territorio. Il tema è come limitare i disagi per i cittadini per raggiungere gli obiettivi e senza aumentare i costi del servizio.
Abbiamo iniziato a luglio la progettazione partecipata del modello Forlì che parte prendendo a modello il “caso” di Treviso, incontrando associazioni (commerciali, imprenditoriali, ambientaliste, amministratori di condomini) e cittadini.
Ascoltando i loro dubbi e le loro proposte stiamo costruendo il progetto esecutivo per i primi agglomerati. Si tratta di un modello “aperto”, a geometria variabile, ovvero differenziato in base alla tipologia di abitazione e alla sua collocazione geografica.
La scelta di un modello aperto, non consente di fornire risposte definitive a tutte le domande, ma apre a tutti la possibilità di contribuire al progetto.
Invece che scontri pubblici o schermaglie, confermo l’invito a presentare proposte per migliorare il modello Forlì. Le proposte che sono state presentate citando altre amministrazioni (Reggio Emilia, Alessandria), sono state analizzate, ma fanno riferimento ad una tariffa di igiene ambientale superiore di circa il 20% rispetto a quella di Forlì. L’introduzione di sistemi complessi, quali cassonetti protetti con badge o sistemi di raccolta interrati, non è pregiudizialmente abbandonata, ma porterebbe ad un significativo aumento di costi. Il modello Treviso, invece, è caratterizzato da una base di costo simile a quella attuale.
La proposta di ridurre il numero di contenitori domiciliari da quattro a due non è coerente con le caratteristiche degli impianti attualmente disponibili. Il sistema base è costituito da quattro contenitori, perché quattro sono le filiere di trattamento di rifiuto prodotto: organico, frazione secca pesante (vetro, plastica e lattine), carta e residuo (o indifferenziato).
Alcune delle idee emerse dal confronto verranno pienamente attuate. Segnalo tra queste l’estensione di numero e di orario delle stazioni ecologicamente attrezzate, l’introduzione della tariffa puntuale, soluzioni dedicate per le aree condominiali, l’adozione di una campagna di sensibilità per i cittadini con spiegazioni tecniche precise e puntuali, azioni mirate per favorire le persone con disabilità, gli  anziani e le famiglie con bambini piccoli.
Secondo i programmi il progetto  “Forlì fa la differenza” passerà alla fase operativa nel mese di novembre e chiamerà ciascun cittadino a contribuire in prima persona per costruire a Forlì un modello virtuoso di gestione dei rifiuti, orientato alla tutela dell’ambiente e della salute e alla promozione di una nuova filiera produttiva capace di creare nuovi posti di lavoro.

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