Centro Interaziendale di Coriano e ruolo delle organizzazioni sindacali: le scelte del Comune sono state effettuate nel 2006

La “lettera aperta” che CGIL-CISL-UIL hanno inviato al comune di Forlì sulla scelta compiuta dalla precedente Amministrazione per la ristrutturazione e gestione del “Centro interaziendale di Coriano”

COMUNE DI FORLÌ
20.04.2010

 
Centro Interaziendale di Coriano e ruolo delle Organizzazioni Sindacali: le scelte del Comune sono state effettuate nel 2006
 
La “lettera aperta” che CGIL-CISL-UIL hanno inviato al comune di Forlì sulla scelta compiuta dalla precedente Amministrazione per la ristrutturazione e gestione del “Centro interaziendale di Coriano” (cioè della mensa) contiene imprecisioni e non di poco conto. Prima di ogni cosa diamo a Cesare ciò che è di Cesare: nessun atto riguardante tale scelta è stato deliberato dall’attuale Giunta; il dirigente che ha sottoscritto la convenzione a luglio 2009 era stato delegato dalla precedente Amministrazione, a conclusione dell’iter previsto.
La precedente Amministrazione decise di ristrutturare l’edificio con la procedura del “project financing” (decisione di Giunta n. 9 del 5/9/2006 e successivi provvedimenti, tra cui la deliberazione del C.C. n. 215 del 21/12/2006 di approvazione del programma triennale delle opere pubbliche 2007/2009), in quanto, dopo 30 anni di attività la mensa non era più a norma dei requisiti necessari al suo funzionamento. Per effettuare una nuova gara di appalto il Comune avrebbe dovuto investire oltre 2,5 milioni di euro. L’Amministrazione valutò allora di non avere le risorse necessarie per sostenere tale investimento, o quantomeno che ciò non fosse prioritario: se i Sindacati avessero espresso una posizione di contrarietà allora, forse la scelta del Comune sarebbe stata diversa.
Tale procedura consentì di individuare un’impresa disposta ad assumersi totalmente gli oneri e i costi della rifunzionalizzazione e del recupero dell’immobile, che in convenzione sono previsti per 2.558.300,00 euro.
Il corrispettivo a favore del soggetto attuatore consiste nel diritto di gestire l’immobile per un periodo di 33 anni, ammortizzando il costo dei lavori realizzati con i ricavi del servizio erogato, il tutto disciplinato mediante apposita concessione. Tale scelta ha prodotto il passaggio da un servizio ristorativo caratterizzato da vincoli precisi: orari, tipologia del servizio, quantità e tipologia dei pasti, prezzi determinati dall’Amministrazione, ad un servizio a libero mercato, senza vincoli predeterminati dal Comune.
A fronte di difficoltà di bilancio forse anche la nuova Amministrazione avrebbe fatto queste scelte, probabilmente con maggiore coinvolgimento, anche formale, delle rappresentanze sociali. In ogni caso, il Comitato di Gestione, composto anche dai rappresentanti dei lavoratori, è stato informato dell’avvio della procedura sin dall’ ottobre del 2006, tra il 2006 e il 2009 è stato tenuto al corrente sull’avanzamento della procedura, in concomitanza dei numerosi sopralluoghi svolti congiuntamente ai tecnici comunali presso la struttura (due volte al mese).
La nuova Amministrazione, nella persona dell’Assessora allo Sviluppo Economico, ha convocato all’avvio dei lavori di ristrutturazione, un incontro di saluto del Comitato di gestione, ed in quella occasione, cioè a fine 2009, i Sindacati hanno ufficialmente espresso “sorpresa “ per i cambiamenti che la nuova modalità di gestione avrebbe comportato. L’Amministrazione nell’occasione ha assicurato la propria attiva vigilanza per garantire la fruizione del pranzo a prezzo contenuto, così come previsto all’art. 16 “Prezzi praticati “ della Convenzione stipulata con il concessionario. Va sottolineato che il prezzo di 5,52 euro ha come base le 8.000 lire concordate nel 1996 e che il nuovo prezzo del menù convenzionato di euro 6,58 è di gran lunga inferiore a quello praticato nelle mense aziendali di località vicine a Forlì. Il Comune ha dato altresì la propria disponibilità a garantire, tramite l’AUSL, controlli mensili sulla qualità igienico sanitaria dei pasti, con la produzione di specifici “report” delle visite effettuate. Infine, dopo un ulteriore incontro di approfondimento con i sindacati, il Comune ha chiesto ed ottenuto dalla azienda concessionaria RISCO, la disponibilità a mettere a disposizione l’acqua raffrescata ed igienicamente controllata al costo di euro 0,40 per mezzo litro, la previsione di più scelte di menù giornaliere per ogni portata e soprattutto la disponibilità ad effettuare vari incontri annuali con la presenza anche delle Organizzazioni Sindacali, per valutare le problematiche che eventualmente dovessero insorgere.
Dato che le osservazioni avanzate dai Sindacati sono giunte “a cose fatte”, ma, nonostante ciò, l’attuale Amministrazione si è fatta ugualmente carico di un confronto per migliorare la convenzione esistente, facciamo fatica a comprendere la modalità scelta per avanzarle.

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