Carta dell’autonomia “Senza autonomia”

briccolani Dichiarazione dell’Assessore al Bilancio Emanuela Briccolani

UFFICIO STAMPA DEL COMUNE DI FORLÌ
15.10.2010
Foglio Notizie n. 454
 
CARTA DELL’AUTONOMIA “SENZA AUTONOMIA”
Dichiarazione dell’Assessore al Bilancio Emanuela Briccolani
 
“La carta delle Autonomie, punto cardine del Federalismo fiscale, a pochi mesi dall’approvazione dei Bilanci Municipali su cui dovrebbero basarsi, risulta ancora priva di quegli elementi necessari per consentire una valutazione esauriente e approfondita della riforma proposta. Lo schema di decreto interviene prevedendo diverse fasi.
Nella prima si prevede la devoluzione a favore dei Comuni di un gettito di una serie di imposte che gravano sugli immobili attualmente statali.
Imposta di registro e di bollo sugli atti traslativi a titolo oneroso della proprietà dei beni immobili o di altri diritti reali su:
- contratti di locazione in cui un locatore sia un privato;
- imposta ipotecaria e catastale
- l’Irpef per la parte relativa ai redditi da fabbricati residenziali
- tributi speciali catastali
- le tasse ipotecarie e
(NOVITA’)
- un’imposta sostitutiva pari al 20% sui canoni di locazione di fabbricati residenziali opzionale rispetto alla tassazione ordinaria.
 
Poiché questo meccanismo creerebbe una forte sperequazione è previsto un “Fondo sperimentale di riequilibrio” per almeno cinque anni che dovrebbe essere sostituito dal FONDO PEREQUATIVO vero e proprio previsto dalla legge delega sul federalismo fiscale. Attraverso questo fondo, se un Comune certificherà maggiori entrate rispetto a somme prima entranti attraverso il trasferimento diretto, queste rimarranno a favore del Fondo a cui attingeranno i Comuni, che al contrario non avranno realizzato entrate pari al passato.
Come si può vedere, l’unico effetto è la sostituzione di una fonte di finanziamento attraverso la devoluzione di imposte che, però, per almeno tre anni, non darà alcuna autonomia ai Comuni e nessun valore aggiunto. L’unico elemento di novità in questa prima fase è l’imposta sostitutiva che potrà essere applicata dai locatori privati di immobili con un’aliquota opzionale pari al 20%.
Ci viene detto che attraverso questo meccanismo premiale  i Comuni godranno del beneficio connesso all’emersione del “NERO”, ma questo forse si vedrà nel medio-lungo tempo, per ora l’unico effetto è che, chi oggi gode di redditi più elevati, si vedrà avvantaggiato tanto da portare al 20% una tassazione variabile che spazierebbe dal 23% al 43%. Ancora una volta il Governo nazionale si trincera dietro un concetto di federalismo, che dovrebbe basarsi su un’autonomia, che nella realtà (almeno per tre anni), pare non esserci.
I Comuni in un momento di difficoltà come questo dovrebbero, in nome di un concetto di autonomia, poter prevedere una progressività nelle imposte a chi non è colpito dalla crisi o chi da questo ne ha tratto giovamento, ma anche questo tipo di autonomia non ci viene riconosciuta. Ancora una volta saranno i più deboli a pagare! E per ora lasciamo stare l’Autonomia che dovrebbe prevedere l’IMUP (nuova imposta Municipale propria). Questa scatterà dall’anno 2014, mentre i Comuni i Bilanci devono iniziare a farli ora e l’unica certezza è rappresentata dai tagli che il Ministro ha promesso a  carico degli Enti.
Dietro questo concetto di federalismo, per ora, restano incertezze e la speranza che si voglia dare attraverso la Carta delle Autonomie agli Enti la VERA AUTONOMIA… altrimenti di quale federalismo parliamo?”.
 
Emanuela Briccolani
Assessore al Bilancio del Comune di Forlì

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