Manifestazioni per la liberazione di Forlì sabato 7 e domenica 8 novembre

Il programma delle iniziative prenderà il via sabato 31 ottobre con la visita guidata al Cimitero dell’Indian Army.

UFFICIO STAMPA DEL COMUNE DI FORLÌ
30.10.2009
Foglio Notizie n. 291
 
SABATO 7 E DOMENICA 8 NOVEMBRE LE MANIFESTAZIONI PER LA LIBERAZIONE DI FORLÌ
Il programma delle iniziative prenderà il via sabato 31 ottobre con la visita guidata al Cimitero dell’Indian Army
 
Domenica 8 novembre, 65° anniversario della Liberazione di Forlì, la città ricorderà lo storico evento con la deposizione di corone ai “Lampioni dei Martiri” di Piazza Saffi ed al Sacrario dei Partigiani del Chiostro di San Mercuriale (ore 10). Renderà gli onori un reparto del 66° Reggimento Fanteria Aeromobile “Trieste” della Brigata “Friuli”. Successivamente il Corteo guidato dai gonfaloni del Comune e della Provincia si recherà nel Salone Comunale dove il Sindaco di Forlì, Roberto Balzani, terrà l’orazione celebrativa. L’incontro sarà presieduto dall’Assessore Comunale Katia Zattoni. Alle 15 il Sindaco di Forlì guiderà una visita ai luoghi significativi della Resistenza, ubicati nel centro cittadino. Il punto di ritrovo per i partecipanti sarà davanti alla statua di Aurelio Saffi nella piazza omonima. Nel corso della visita verrà consegnata in San Mercuriale, a una rappresentanza del Consolato Generale di Polonia in Milano, una targa a ricordo dei militari polacchi Caduti per la Liberazione d’Italia. Alle 17 presso il Salone Comunale avrà luogo la Festa della Cittadinanza. Il Sindaco incontrerà i residenti in Forlì che hanno acquisito la Cittadinanza italiana nell’anno in corso. A tutti i partecipanti verrà consegnata una copia del volume “Luoghi e memorie – Guida per riconoscere segni e testimonianze della Resistenza e della Lotta di Liberazione nel Forlivese e nel Cesenate”. Durante l’incontro interverranno gli Assessori comunali Katia Zattoni, Valentina Ravaioli e Patrick Leech.
 
Venerdì 6 novembre – Presentazione del libro di Toni Rovatti sulle stragi di Monchio e Tavolicci
Alle 17 di venerdì 6 novembre l’Istituto per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea (via Albicini, 25) ospiterà la presentazione del volume di Toni Rovatti: “Fra politiche di violenza e aspirazioni di giustizia. L’esperienza di guerra della popolazione civile vittima delle stragi di Monchio e Tavolicci (1943-1945)”.
La presentazione sarà introdotta dal Vice Presidente dell’Istituto per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea Vladimiro Flamigni. All’incontro interverrà l’autrice.
 
Sabato 7 novembre – L’intitolazione del parco di via Corbari alla Medaglia d’Argento Ovidio Gardini
A dieci anni dalla scomparsa la città di Forlì ricorda il Comandante Ovidio Gardini, Medaglia d’Argento al Valor Militare.
Sabato 7 novembre alle ore 11, in via Corbari, l’area verde antistante la P.tta Primo Levi, sarà intitolata ad Ovidio Gardini, a dieci anni dalla scomparsa.
Gli interventi si apriranno con Leo Matteucci che ricorderà l’amico scomparso nel luglio del 2000 a cui seguirà quello del Sindaco Roberto Balzani. Subito dopo il primo cittadino scoprirà la tabella con la scritta: ”Parco Ovidio Gardini” Renderà gli onori un picchetto del 66° Reggimento Fanteria Aeromobile “Trieste”. Alle 16.00, nel Salone Comunale, Concerto della Banda “Città di Forlì” diretto dal Maestro Roberta Fabbri.
 
Chi era Ovidio Gardini
Gardini nacque a Faenza l’8 maggio 1920. Trascorse la giovinezza a Forlì dove, nel 1937, conseguì il diploma di abilitazione magistrale.
Capostazione delle Ferrovie dello Stato dal 1939, nelle varie sedi di Firenze, Piacenza, Forlì e, dopo la guerra, Sibari, Rovigo, Alfonsine, Crevalcore e Faenza.
Alle armi come S. Tenente di Complemento di Fanteria, dal novembre del 1941 è in zona d’operazioni in Jugoslavia, ove dal 9 settembre 1943 partecipa alla Resistenza italiana in quel Paese. Decorato di Medaglia d’Argento al Valor Militare, venne promosso, a titolo onorifico, Tenente Colonnello.
 
“Volendo tracciare un quadro globale molto schematico e nelle cifre alquanto approssimativo, perché la nostra storia generale è ancora da completare e da approfondire, un quadro che dia il senso almeno di alcune dimensioni della Resistenza italiana all’Estero, cominceremo col dire che dei 900.000 militari italiani in armi fuori dei confini patrii l’8 settembre 1943, a parte gli oltre 100.000 che riuscirono a rientrare in Patria, circa 610.000 dissero no alla collaborazione col nazifascismo e scelsero la tragica via dei lager nazisti (40.000 Vittime) mentre circa 135.000 impugnarono le armi contro il tedesco e condussero una durissima e difficile lotta contro il nazifascismo (circa 55.000 Caduti), a fianco dei Movimenti di Liberazione della Grecia, dell’Albania, della Francia, dell’Egeo, della Jugoslavia e di altri Paesi d’Europa. (Nella sola Jugoslavia 40.000 partigiani e resistenti italiani, con 20.000 Caduti)”.
 
Dal libro “Una storia tante storie 1943/45”, di Ovidio Gardini, Maggioli Editore, 1987.

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